Alba, la stagione è partita anche a nord

Concluso il ripascimento, via dalla spiaggia libera gli ombrelloni del Boracay. Città Viva: «Il sindaco ha avallato l’illegalità»
ALBA ADRIATICA. Dopo i ritardi, il ripascimento sulla spiaggia nord di Alba Adriatica è terminato e la stagione può partire per tutti gli operatori turistici: gli stabilimenti le cui concessioni sono state colpite dalle mareggiate già ieri mattina hanno potuto riprendere pieno possesso dei loro arenili. Di conseguenza, sono scomparsi gli ombrelloni e i lettini con il logo Boracay dalla spiaggia libera antistante via Olimpica. Se il sindaco Antonietta Casciotti ha commentato con «sollievo e gioia» la fine del ripascimento, le polemiche non sono affatto scomparse. Il gruppo di opposizione consiliare Città Viva, infatti, è tornato ad attaccare l’amministrazione sul caso Boracay e sull’ordinanza di lunedì scorso con cui il primo cittadino ha autorizzato l’occupazione “provvisoria” della spiaggia libera da parte dei concessionari colpiti dai disagi del ripascimento in corso. L’ordinanza è stata difesa pubblicamente dal sindaco e dal vicesindaco con delega al demanio Alessandra Ciccarelli. Controreplica Città Viva: «La suddetta ordinanza è stata emessa quando ormai da ben tre giorni gli ombrelloni erano stati posizionati abusivamente. Fatto ampiamente lamentato sui social anche dai cittadini. Dire, quindi, di aver usato "senso di responsabilità" è come arrampicarsi sugli specchi. Cosi come parlare di "una situazione emergenziale " ci appare risibile: da mesi era noto che il ripascimento era in programma. Inoltre nell'ordinanza in questione non sono state ben individuate aree su cui trasferire temporaneamente le concessioni danneggiate; i turisti non sono stati adeguatamente informati su quale tratto di spiaggia fosse stato a loro riservato. Niente di niente, dilettantismo allo stato puro. L'anno scorso l'amministrazione si è vantata di aver rimosso ombrelloni e sdraio lasciati in spiaggia libera oltre il tramonto, per un giusto rispetto della legalità. Oggi, invece, in nome di una fantomatica emergenza, questa legalità non è stata fatta rispettare. Come può un'amministrazione pretendere il rispetto delle regole se essa per prima "avalla" l’illegalità?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

