Alba, mare inquinato dai depuratori Affidata la perizia

31 Marzo 2017

ALBA ADRIATICA. Tre mesi per rispondere ai quesiti posti dal giudice nel tentativo di fare chiarezza nel processo in corso per il mal funzionamento di sei depuratori, gestiti all’epoca dalla Ruzzo...

ALBA ADRIATICA. Tre mesi per rispondere ai quesiti posti dal giudice nel tentativo di fare chiarezza nel processo in corso per il mal funzionamento di sei depuratori, gestiti all’epoca dalla Ruzzo Reti. Novanta giorni, dunque, serviranno per scandire la super perizia affidata ieri mattina dal giudice Flavio Conciatori a Marco Guida e Massimiliano Fabbricini, entrambi docenti dell’università di Napoli.

Secondo l'accusa del pm Laura Colica, quei sei depuratori a partire dal 2007 avrebbero riversato sostanze inquinanti nel torrente Vibrata e, di conseguenza, nel tratto di mare davanti ad Alba Adriatica. Gli imputati sono l'ex presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro e altre cinque persone che all'epoca rivestivano ruoli dirigenziali, soprattutto nell'area tecnica, all'interno di Ruzzo e della controllata Spt: Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo, Domenico De Flavis. Le accuse, tutte da provare nel corso del dibattimento, sono pesanti: si va dal disastro ambientale all'epidemia colposa fino alle lesioni. Sulla base di consulenze, atti e analisi (soprattutto le molteplici fatte all'epoca) il pm Colica ha ipotizzato un nesso tra le enteriti, l'inquinamento del mare e il funzionamento dei depuratori di Alba Adriatica, Sant'Omero, Sant'Egidio,Nereto e Corropoli all'epoca gestiti dalla Ruzzo reti.

Nel processo ci sono venti parti civili tra genitori di bambini finiti in ospedale, associazioni ambientaliste, associazioni di albergatori e amministrazioni comunali come Alba Adriatica.(d.p.)

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