Alba, massi anti-erosione: partono i lavori sulla costa

18 Dicembre 2022

Ordinanza della Regione dà il via libera all’intervento per 700 metri di litorale Domani l’apertura del cantiere. Ancora polemiche sul progetto per il lungomare

ALBA ADRIATICA. Quattromila tonnellate di massi naturali disposti lungo 700 metri di litorale, tra gli stabilimenti Walkiki e Alba Beach, nella zona della spiaggia nord di Alba Adriatica colpita dalla mareggiata di novembre. La Regione ha firmato l’ordinanza con cui, da domani, dà il via libera ai lavori di protezione dell’arenile per circa 155mila euro. È la prima risposta dopo i danni all’arenile e la successiva richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza da parte del Comune di Alba Adriatica. Con le risorse immediatamente disponibili, dunque, gli uffici per le opere marittime hanno avviato gli interventi di salvaguardia della spiaggia. I fondi, al momento, sono insufficienti a coprire l’intero litorale nord dalla Bambinopoli per circa 900 metri a sud, per cui l’intervento è stato concentrato dove la forza del mare è stata più devastante. I massi naturali saranno posizionati per impedire che i flutti, in caso di moto ondoso violento, creino ulteriori danni dopo quelli già ingenti subiti dalle strutture. La spiaggia di alimentazione è definitivamente fallita e dunque si corre ai ripari. Da domani il cantiere sarà operativo.
Nel frattempo va avanti lo scontro politico sul progetto di riqualificazione del lungomare. «È di soli tre mesi fa la notizia della bocciatura da parte della Regione del proposito del Comune di abbattere 212 pini d’aleppo e domestici nella pineta marittima», afferma il comitato civico “Siamo Alba” che ricorda anche le firme dei cittadini contrari al taglio e il ricorso al Tar dei balneatori sulla rimozione dei sottoservizi che hanno portato alla menomazione del progetto iniziale.
«L’assenza di condivisione ha creato un malcontento diffuso e ha privato il Comune della ricchezza delle proposte che avrebbero potuto confluire nello studio di fattibilità dell’opera, migliorando le criticità ed evitando ulteriori inconvenienti o ricorsi», da sapere il comitato, «in particolare, la prevista cancellazione della storica rotonda Nilo incontra una diffusa contrarietà, così come dubbi e perplessità suscitano le ipotesi di inserimento di totem, obelischi e piramidi che avrebbero necessitato di ampi confronti e dibattiti con i progettisti chiamati a motivare scelte estetiche ed architettoniche. Una “frittata” che rischia di far spendere sei milioni senza che si giunga a un esito favorevole per lo sviluppo della città. All’orizzonte sembrerebbe palesarsi il peggior rischio di sempre: quello di investire una montagna di soldi in un’area chiaramente dissestata e martoriata dal degrado ambientale. Nessuna riflessione è stata aperta sulla stabilità di un’opera pubblica che dovrebbe nascere su aree urbane soggette a profonda erosione». “Siamo Alba” sollecita «un dibattito pubblico che contemperi tutti gli interessi in gioco, senza fughe in avanti che hanno già mostrato il fiato corto della maggioranza comunale che si appresta ad avviare un cantiere meramente a scopi elettorali, largamente stralciato nella visione generale che avrebbe dovuto avere sin dall’inizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA