Alba, mezzo Pd resta in bilico

Il gruppo di Viviani dopo il congresso: «Per ora restiamo, ma potremmo abbandonare il partito»
ALBA ADRIATICA. Di nuovo aria di separazione nel Pd di Alba Adriatica dopo il voto per il congresso provinciale: i militanti fedeli all’ex segretario espulso Gabriele Viviani si sospendono e minacciano di andarsene. Numeri alla mano, considerando anche chi si è già dimesso dal partito o ha annunciato l’uscita, ad Alba potrebbero essere un centinaio gli iscritti pronti a dire addio al Pd. Spiega Gianni Zanoni, vicinissimo a Viviani: «Permangono nella componente avversa rancore ed ostracismo che poco si addicono alla dialettica politica. Facendo il punto con gli iscritti a cui facciamo riferimento, anche tra coloro che liberamente hanno scelto di non partecipare al congresso, è nato il sentimento, che accomuna quasi tutti, di abbandonare questo partito. Per ora, però, preferiamo rimanere “confinati” in un limbo, attendendo l'agire del commissario ad acta Dino Pepe, anche per chiarire le effettive motivazioni che hanno portato all'allontanamento ed espulsione del segretario Viviani, cosa che noi tutti riteniamo ingiusta ed inopportuna». Poi l’analisi del voto del congresso che ad Alba ha segnato la sconfitta della corrente rappresentata da Zanoni, seppur vittoriosa a livello provinciale con la riconferma del segretario provinciale Gabriele Minosse: «Ad Alba Adriatica questo congresso è stato vissuto come una battaglia contro Viviani, dove il risultato invece ha dimostrato che questa parte del Pd non è insignificante e che al contrario ha mostrato una compattezza molto significativa. I 77 voti contro 102, con 15 tessere non ammesse al voto, non sono pochi tenendo conto che la controparte poteva far affidamento sulla presenza di un assessore regionale e tre ex sindaci». Totalmente opposta, invece, la posizione di chi ha vinto nel circolo locale. Esprime «ampia soddisfazione» il comitato dei Progressisti per il Pd che fa riferimento al candidato provinciale sconfitto Elvezio Zunica e a Pepe, che ad Alba rappresenta un centinaio di iscritti tornati a tesserarsi al Pd dopo l’espulsione di Viviani con cui erano in aperta polemica. «Dopo anni di stagnazione, di inattività, di disgregazione», si legge in una loro nota, «ha vinto la voglia di tornare a fare politica. La nuova corrente Progressisti per il Pd è dunque riuscita ad invertire la rotta, raggiungendo una vittoria che fa ben sperare per il futuro congresso locale. Come tutti sanno, infatti, ad Alba Adriatica si è deciso, con scelta saggia, di rimandare l’appuntamento locale al fine di ripristinare un dibattito più sereno tra tutti i partecipanti ai lavori. Rinasce dunque anche ad Alba Adriatica la voglia di abbracciare nuove regole, di darsi un nuovo stile ed di lavorare per obiettivi orientati alle urgenti necessità della città».
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