Alba, nel circolo Pd Viviani batte i renziani

5 Aprile 2017

Vince la mozione Orlando. Il segretario: «Io e i miei valuteremo se restare o meno nel partito»

ALBA ADRIATICA. «Sono insoddisfatto, ma per ora non lascio il Partito Democratico». Il segretario del Pd di Alba Adriatica Gabriele Viviani risponde, dopo settimane, al fronte interno (renziano) che gli chiedeva di farsi da parte in quanto bersaniano, soprattutto dopo aver votato "no" al referendum costituzionale di dicembre. La tempistica della risposta non è casuale: nei giorni scorsi Viviani è uscito vincitore dalla prima fase delle primarie nazionali del partito, che hanno rappresentato anche e soprattutto una conta interna. Nel circolo albense del Pd, infatti, ha vinto la mozione di Andrea Orlando, appoggiata proprio da Viviani e da gran parte del direttivo. Su 47 votanti nella sezione albense, il ministro della Giustizia ha infatti conquistato 28 voti, mentre 18 sono andati all'ex segretario e premier Matteo Renzi e uno al governatore della Puglia Michele Emiliano.

Da Alba Adriatica, che risulta essere la sezione più rappresentata nella convenzione provinciale del partito, grazie a circa 120 iscritti, partono quindi per Teramo 5 delegati a favore di Orlando e 4 a favore di Renzi. Il dato del Pd di Alba Adriatica è in lampante controtendenza rispetto ai dati nazionali, oltre che regionali e provinciali delle primarie del Pd. Commenta Viviani, parlando anche a nome dei fedelissimi della sezione: «Abbiamo dato il nostro apporto per un cambiamento reale. Il partito a guida Renzi non ci ha convinto e non ci convince, per questo abbiamo scelto di appoggiare una candidatura alternativa, che possa ridare impulso al partito. Per ora restiamo nel Pd, ma giudicheremo i prossimi sviluppi, che saranno decisivi per una nostra scelta definitiva».

Il segretario democratico albense interviene poi sulla questione tutta cittadina delle dimissioni presentate da Antonio Bizzarri sia dal ruolo di consigliere comunale che da presidente della stessa assise civica. «Capisco Bizzarri: le sue motivazioni sono condivisibili e anche io mi sono trovato nella sua stessa posizione in passato. Per questo credo che abbia fatto bene a dimettersi dal suo ruolo istituzionale di presidente, essendo venuto a mancare quel rapporto di fiducia che lo legava politicamente al sindaco Tonia Piccioni e alla maggioranza. Ciò che non condivido, però», conclude Viviani, «è la sua scelta di dimettersi anche da consigliere comunale: al di là del suo collocamento all'opposizione o no, avrebbe potuto continuare a dare il suo contributo e la sua esperienza votando secondo coscienza sui diversi temi».

Luca Tomassoni

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