Alba, niente stop ai lavori per la scuola

Il Comune va avanti lo stesso dopo l’esposto presentato dalla minoranza all’Anticorruzione
ALBA ADRIATICA. I tecnici sotto accusa sconfessano le interpretazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione e rassicurano l’amministrazione comunale di Alba Adriatica, che alla fine decide: niente stop, i lavori di adeguamento sismico alla scuola elementare di via Duca d’Aosta ripartiranno nelle prossime ore senza perdere il finanziamento regionale Il sindaco Tonia Piccioni decide quindi di dare fiducia all’ingegnere progettista e al responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune, rimandando al mittente le parole del consigliere di opposizione Luca Falò, che nei giorni scorsi ha segnalato gravi anomalie tecniche e burocratiche con un esposto destinato all’Autorità anticorruzione, al Genio civile e al prefetto. A darne notizia, è il consigliere comunale di maggioranza Federica Ciapanna, che ha partecipato al vertice di venerdì pomeriggio in Comune insieme al sindaco, ai tecnici protagonisti della vicenda e i consiglieri di minoranza, tra cui lo stesso Falò. La prima accusa a cui risponde Ciapanna è quella sui ritardi dei lavori: «Il ritardo, dovuto all’attesa di ricevere tutta la documentazione, è di pochi giorni e non è preoccupante: ora è arrivata la firma del contratto con la ditta che eseguirà i lavori, che quindi possono ripartire. Secondo i tecnici si finirà per settembre, ma solo a fine luglio ne avremo conferma. In caso di problemi, l’idea è quella di ospitare gli studenti per i primi giorni di scuola nel museo di Ripoli, a Corropoli». Sull’impalcatura installata prima della fine dell’iter burocratico, la rispsta è questa: «La ditta si è avvantaggiata per rispettare i tempi: la legge lo permette». Poi sull’accusa rivolta all’ingegnere incaricato, che avrebbe svolto metà delle analisi strutturali necessarie, Ciapanna afferma: «Lui ha dato le risposte che cercavamo e ha ricordato di essersi assunto la responsabilità dell’opera». Per quanto riguarda il tema più caldo, quello dell’appalto da 740mila euro diviso in due parti per vincolarlo all’uso della tecnologia Cam sui pilastri. In questo modo si è proceduto all’assegnazione di lavori per 240mila euro seguendo le norme meno stringenti degli appalti inferiori ai 500mila euro; poi di lavori per 370mila euro tramite l’assegnazione per “brevetto” (quello del Cam) ad una sola ditta partecipante che ha offerto un ribasso d’asta del 6%, con un procedimento che non sarebbe possibile secondo i pronunciamenti dell’Anticorruzione. Risponde Ciapanna, basandosi ancora sulle rassicurazioni dei tecnici: «Il progettista ha ricordato di aver scelto il sistema Cam perché valido e contenuto nei costi, così da farli rientrare nel budget di 740 mila euro. Mentre l’ufficio lavori pubblici ci ha ricordato che quelle dell’Autorità anticorruzione sono solo interpretazioni, mentre il Comune deve attenersi alle norme».
Luca Tomassoni
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