Alba nord, spiaggia sparita Cresce l’ira degli operatori

Cartone, promotore del comitato anti-erosione: «Stiamo per raggiungere le mille adesioni, poi sarà battaglia: pronti a incatenarci davanti alla Regione»
ALBA ADRIATICA. Ferragosto senza spiaggia per alcuni lidi di Alba Adriatica nord: l’acqua non si è ritirata dopo le mareggiate delle settimane scorse, invadendo definitivamente l’arenile. L’immagine è terribile: ombrelloni dimezzati per le concessioni degli hotel, scomparsi del tutto in quelle degli stabilimenti, dove il mare si infrange contro i blocchi di cemento messi a novembre a protezione degli chalet. «Una catastrofe annunciata, in due anni sono scomparse decine di metri di arenile», commenta Dino Cartone, imprenditore albense che, insieme ad altri operatori turistici della costa nord cittadina, ha dato il via alla mobilitazione e alla nascita del comitato anti-erosione.
Il comitato, che opera al di fuori delle associazioni di categoria, si pone l’obiettivo di spingere con forza verso l’opera di messa in sicurezza della costa attraverso le barriere parallele, ma anche verso interventi minori necessari nel frattempo per tamponare il problema dell’erosione. Cartone, attaccando duramente la politica e l’imprenditoria locale per la gestione del fenomeno dell’erosione negli ultimi 30 anni, aggiunge: «Siamo stufi delle parole e delle promesse degli amministratori comunali e, soprattutto, di quelli regionali che hanno il compito di risolvere direttamente il problema. Chi non è in grado di dare soluzioni deve dimettersi». Un ultimo atto di fiducia viene però offerto al sindaco Antonietta Casciotti «che ha dimostrato di voler mettere la faccia in questa battaglia al nostro fianco». In pochi giorni il comitato ha racimolato quasi 800 adesioni. «Si fa notare il grande numero di firme da parte di persone di altre città, che hanno acquistato qui la seconda casa e che ora vedono crollare il valore del proprio investimento», spiega Cartone, continuando: «Dai cittadini albensi e dagli operatori di altre zone, invece, ci aspettiamo un impegno maggiore: il problema è di tutti, il pessimo biglietto da visita è per l’intera località».
Obiettivo minimo sono le mille firme. Ci sono ancora alcuni giorni di tempo: fino a fine agosto si preparerà la battaglia, che sarà poi combattuta a partire da settembre. Innanzitutto con la costituzione formale del comitato e le prime riunioni per decidere la strategia. «Siamo pronti, se necessario, a incatenarci davanti al palazzo dell’Emiciclo della Regione, all’Aquila. Questa volta non molleremo», chiude l’imprenditore.
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