Alba, proteste in spiaggia libera «Gli steward sono inflessibili»

4 Luglio 2020

I due operatori fanno rispettare le norme anti-Covid che impediscono di lasciare ombrelloni e sdraio sull’arenile. Turisti lamentano: «Non permettono neanche di allontanarsi per qualche minuto»

ALBA ADRIATICA. Il Comune di Alba Adriatica mette due steward per gestire il caos sulle spiagge libere. Il loro ruolo è soprattutto quello di aiutare la polizia locale nel “controllo dinamico” per il rispetto delle misure anti-Covid, a partire dal distanziamento sociale, per il quale i bagnanti devono categoricamente piazzare i propri ombrelloni in corrispondenza dei paletti di legno posti a cinque metri l’uno dall’altro. Informazione e supporto, quindi, sono i compiti delle due figure messe a disposizione dalla società che gestisce il salvamento Costa Sicura. La loro presenza, però, serve anche da deterrente contro il commercio abusivo e contro il fenomeno degli ombrelloni lasciati in spiaggia dai proprietari.
Quest’ultimo ruolo ha diviso i fruitori dell’arenile pubblico. Da una parte, infatti, c’è chi ha apprezzato il lavoro delle due figure, viste le tante segnalazioni di ombrelloni presenti anche dopo le 21, quando invece da normativa l’arenile dovrebbe essere completamente sgombro. Dall’altra parte, però, c’è chi ha voluto segnalare la rigorosa inflessibilità degli steward stessi. È il caso di una famiglia di turisti romani, ripresi, a loro dire, dal personale di spiaggia per aver lasciato per pochi minuti in pieno giorno l’ombrellone piantato nella sabbia. «Non è permesso nemmeno allontanarsi per raggiungere il vicino chalet», segnalano, ricordando la difficoltà degli anziani nel trasportare l’attrezzatura da spiaggia. L’ultima ordinanza del sindaco Antonietta Casciotti sul comportamento da tenere nelle spiagge libere firmata il 22 giugno scorso, però, parla chiaro: «Gli ombrelloni dovranno essere posizionati in adiacenza del paletto di riferimento con l’obbligo di rimuovere tutte le attrezzature ogni qualvolta si abbandona lo spazio». Come per le altre disposizioni contenute nell’ordinanza, tutte con lo scopo di evitare il contagio, le sanzioni amministrative previste sono pesanti: da 400 a 3mila euro.
Il fenomeno degli ombrelloni lasciati in spiaggia libera è annoso, ma quest’anno sta provocando molte più tensioni e proteste del solito, se non altro perché l’arenile libero si è notevolmente ridotto. Oltre alla solita compensazione per i metri di sabbia persi con l’erosione, che ha permesso alle concessioni dalla bambinopoli alle pinete di Villa Fiore di allargarsi lateralmente, infatti, il Comune ha affidato in gestione a hotel rimasti senza ombreggio due grandi fette di spiagge libere, con capienza totale di 156 postazioni. Di conseguenza, soprattutto nella zona nord della città, trovare un posto disponibile di spiaggia per piazzare il proprio ombrellone risulta in alcuni casi «un’impresa», come segnalano alcuni turisti che da anni frequentano la località.
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