Alba, respinto il ricorso contro l’antenna

Secondo il Tar il comitato di cittadini sorto per bloccare l’impianto Iliad non ha legittimazione
ALBA ADRIATICA. Rigettato il ricorso al Tar contro la nuova antenna Iliad in via 29 Maggio ad Alba Adriatica. Sconfitta per il comitato Alba Strada Statale Nord, insorto contro il silenzio-assenso del Comune all’installazione dell’impianto di radio-telecomunicazioni da 32 metri innalzato a inizio agosto, impugnando una serie di atti, tra cui l’autorizzazione paesaggistica. I giudici amministrativi, però, hanno ritenuto fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso avanzata da Iliad e Comune. «Il comitato ricorrente è stato costituito da dieci cittadini residenti nel comune di Alba il 24 gennaio 2020, nove giorni dopo il deposito della domanda presentata da Iliad Italia per la realizzazione di una stazione radio base per rete di telefonia mobile al dichiarato scopo di impedirne l’installazione, come conferma la previsione statutaria», si legge nella sentenza, che continua: «Ne consegue che il comitato, proprio perché istituito per tutelare l’interesse particolare dei promotori che osteggiano la realizzazione di una determinata opera, non trascende la posizione dei singoli ed è quindi privo di autonoma legittimazione ad agire». Quindi: «L’inammissibilità del ricorso introduttivo rende improcedibile il ricorso incidentale».
Si chiude così, per ora, una vicenda balzata al centro del dibattito pubblico a fine luglio dopo una interrogazione in consiglio comunale di Remo Saccomandi. In quei giorni il comitato aveva già inviato diverse diffide al Comune, segnalando l’impatto visivo e la pericolosità dei campi elettromagnetici della nuova antenna, vista la presenza di altre tre installazioni di questo tipo nella stessa zona residenziale che sorge intorno al tratto nord cittadino dell’Adriatica. Il comitato segnalava anche lo spettro della possibile futura installazione della tecnologia 5G su quel palo, nonostante il divieto di sperimentazione e installazione sancito del Comune con un atto del consiglio comunale del febbraio scorso.
Luca Tomassoni
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