Alba, revocato il divieto di balneazione

Il provvedimento riguardava un tratto alla foce del Vibrata, allarme rientrato dopo i nuovi esami Arta
ALBA ADRIATICA. Le mareggiate e, probabilmente, qualche temporanea defaillance di qualche impianto a monte del torrente Vibrata (è un’ipotesi) avevano portato, nei prelievi Arta dello scorso 13 giugno, al superamento dei valori di escherichia coli, di poco oltre il limite (581 /100 ml rispetto a 500/100ml di legge) mentre i valori di enterococchi erano nella norma. Da qui, l’obbligo del divieto di balneazione nel tratto posto a 250 metri a sud della foce del torrente Vibrata. Le analisi suppletive hanno riportato praticamente ben sotto il limite di legge i valori di entrambi i batteri, ossia inferiori a 10/100ml. Acque sicure e balneabili, dunque, tanto che è stata immediatamente revocata l’ordinanza che il primo cittadino di Alba, Antonietta Casciotti, quale autorità sanitaria locale, aveva firmato. Dunque, la qualità eccellente delle acque lungo i quasi tre chilometri di costa prosegue senza scossoni consentendo alla cittadina adriatica di godersi il vessillo della Fee. Il Vibrata, però, resta lo spauracchio perché e sempre da lì, che per un motivo o per l’altro, arrivano gli inquinanti in determinate condizioni meteo e marine. Per fortuna, il continuo lavoro di trattamento enzimatico consente di tenere nei limiti di legge la carica batterica. Dopo l’assegnazione della Bandiera blu, giorni fa la Fee aveva comunicato al Comune di Alba che i primi tratti della costa nord non potevano fregiarsi del vessillo proprio per dei dati (anche storici) su cui si parametra la qualità delle acque che risulta in quei tratti buona ed eccellente altrove. Il Comune, a seguito della comunicazione della Fee, aveva inoltrato alle strutture della zona la comunicazione. La questione non riguarda solo il comune albense, anche altri (eccezion fatta per Tortoreto) attraversati da fiumi, torrenti o porti.
Alex De Palo
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