Alba, ricostruita la scuola media Fermi

Conclusi i lavori edilizi in via Duca d’Aosta, ora tocca a infissi e allestimenti. Servono due milioni per rifare l’ala di via Saffi
ALBA ADRIATICA. Costruita la nuova scuola media Enrico Fermi di Alba Adriatica, un imponente edificio di tre piani realizzato in cemento armato prefabbricato con copertura di legno. Il travagliato secondo stralcio dell’opera di demolizione e ricostruzione della vecchia ala di via Duca d’Aosta si è concluso nei giorni scorsi. Ora il Comune, che in settimana effettuerà un sopralluogo alla presenza del sindaco Antonietta Casciotti, può procedere con i passaggi successivi, l’installazione degli infissi e l’allestimento completo della scuola, con la speranza di avere un nuovo plesso funzionante nel 2021.
Il traguardo è fondamentale anche per avviare l’ultima fase del grande piano di lavori da sei milioni e mezzo di euro: la demolizione e la ricostruzione dell’ala di via Saffi, quella che in questi anni di emergenza scolastica si è fatta carico quasi da sola di tutta la comunità di studenti medi albensi. Il Comune attende che si sblocchi la pratica del finanziamento da due milioni di euro del Miur, che l’ente aveva già ottenuto ma che ha rischiato di perdere a causa dei ritardi nel cronoprogramma dell’opera di costruzione dell’ala di via Duca d’Aosta. Il secondo stralcio, infatti, è stato completato con almeno un anno di ritardo. Questo, a causa del lungo contenzioso legale che ha colpito i lavori, sospendendoli per lungo tempo fino alla riscrittura dell’ordine di arrivo della gara d’appalto e il passaggio di consegne tra una ditta e l’altra. A impugnare l’aggiudicazione da un milione e 400mila euro fu il consorzio di ditte Ciro Menotti di Ravenna, che in quella gara era arrivato secondo ma che alla fine ha ottenuto di subentrare alla società vincitrice di Sant’Omero, la quale nella propria offerta aveva inserito “informazioni fuorvianti” e “intenzionali omissioni” secondo il Tar e poi il Consiglio di Stato, che ha confermato la sentenza di primo grado. Dopo sette anni di caos, quindi, la comunità scolastica vede finalmente la luce in fondo al tunnel.
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