Alba, riparte la caccia alla Bandiera blu

Il vessillo manca dal 2013, il Comune avvia le pratiche per ottenere le certificazioni ambientali
ALBA ADRIATICA. Il Comune di Alba Adriatica comincia già a pensare alla conquista della Bandiera Blu 2020 e avvia il percorso per ottenere le certificazioni ambientali Iso 14001 ed Emas. La Iso 14001 premia i piani di gestione ambientale che prevedono politiche mirate verso lo sviluppo sostenibile, la lotta agli sprechi e la riqualificazione e tutela dell’ambiente, ma è anche utile per riconquistare la più corposa certificazione ambientale europea Emas. Il municipio ha dato mandato all’ente accertatore Rina di effettuare i sopralluoghi e le attività necessarie per le certificazioni, stanziando circa quattromila euro. Come sottolineato dall’amministrazione comunale fin dalle prime settimane di mandato nel 2018 annunciando l’impegno vero la loro conquista, le certificazioni sono un passo importante per alzare il punteggio nella valutazione che la Fee compie ogni anno per assegnare la Bandiera Blu, vessillo che ad Alba manca dal 2013. Nel questionario Fee del 2019, le certificazioni ambientali potevano assegnare nel complesso 6,5 punti alle località candidate, di cui 2 riservati alla Iso 14001 e 2,5 alla Emas.
Nel frattempo ad Alba Adriatica, proprio in questi giorni, si guardano con attenzione altri due indicatori ambientali che potrebbero alzare o abbassare il punteggio della città nel procedimento di conquista della Bandiera Blu. Innanzitutto la qualità del mare, indicatore principale per la Fee, per cui si attende l’ultimo campionamento stagionale da parte dell’Arta previsto per lunedì: si spera che il prelievo possa offrire risultati in linea con quelli di eccellenza mostrati nel resto della stagione, se non per l’unico neo di metà maggio scorso, quando una forte ondata di maltempo causò per qualche ora una presenza batterica di poco oltre i limiti in tratti di mare solitamente non a rischio. L’altro indicatore sotto osservazione è quello sulla percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti durante i mesi difficili della stagione estiva, con i dati che dovrebbero uscire fra qualche settimana. Una media annua superiore al 60% di rifiuti differenziati, infatti, potrebbe regalare un punto in più nel conteggio per il conseguimento della Bandiera Blu. I dati ufficiali del 2019 resi pubblici finora, però, parlano di una differenziata altalenante e in calo: 62% a gennaio (-3% rispetto a gennaio 2018), 57% a febbraio (in linea con marzo 2018), 55% a marzo (-2%), 61% ad aprile (+5%) e 56% a maggio (-14%).
Luca Tomassoni
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