Alba, sparatoria all’hotel Atlante Il pm chiede il processo per sei

Uno è accusato di tentato omicidio e quattro di rissa tra cui l’uomo ferito dal colpo di pistola Tra gli indagati c’è anche l’ex gestore dell’albergo a cui viene contestato il reato di favoreggiamento
ALBA ADRIATICA. A quasi un anno dalla rissa con sparatoria all’esterno dell’hotel Atlante di Alba Adriatica, la Procura (il pm Greta Aloisi titolare del fascicolo) chiede il processo per i sei sotto accusa per diverse ipotesi di reato.
Accanto ad Arlin Cera, il cittadino albanese attualmente in carcere per tentato omicidio dopo aver sparato e ferito gravemente il 38enne Lillo Luciani di Martinsicuro, ci sono lo stesso Luciani, altri tre cittadini albanesi (irreperibili) e Michele Sassano, all’epoca dei fatti gestore di alcuni servizi dell’hotel che dopo la sparatoria venne chiuso per un mese dal questore per motivi di ordine pubblico. Luciani e gli altri tre cittadini albanesi sono accusati di rissa, mentre a Sassano l’autorità giudiziaria contesta il reato di favoreggiamento personale.
Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, così si legge nell’avviso di conclusione, l’uomo «nella sua veste di persona informata sui fatti affermava falsamente di essersi ritirato in camera alle ore 00.45 e di aver appreso solo dopo i fatti che Arlin Cera aveva subito un’aggressione a colpi di coltelli e bastoni cui lo stesso aveva reagito armandosi a sua volta di coltello prima e di pistola poi».
Cera (che nel corso dell’interrogatorio ha detto di essere un collaboratore del gestore dell’hotel e di lavorare nella struttura) ha sempre invocato la legittima difesa. Ai magistrati ha raccontato che quella notte Lillo avrebbe cominciato ad infastidire alcune bariste e degli avventori del bar dell’hotel Atlante e che per questo motivo sarebbe stato mandato via.
Ma poco dopo sarebbe tornato in compagnia di tre albanesi che, secondo la versione di Cera, si sarebbero presentati armati di coltelli e mazza da baseball con cui l’avrebbero colpito alla testa e all’addome. Tutto in un crescendo di violenza il cui epilogo si sarebbe consumato davanti all’hotel. Perché a questo punto nelle mani di Cera sarebbe comparsa la pistola con cui l’uomo avrebbe inseguito fuori dal locale Luciani sparandogli due colpi: uno era andato a vuoto e l’altro lo aveva raggiunto alla schiena ferendolo gravemente.
L’udienza è stata fissata per il 24 settembre e in quella data il giudice per le udienze preliminari dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e quindi mandare gli indagati a processo oppure il disporre il non luogo a procedere. Cera è difeso dall’avvocato Leonardo Arnese, Sassano sempre da Arnese e dall’avvocato Stefania D’Addario, Lillo dall’avvocato Nello Di Sabatino.
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