Alba, trattative segrete per creare una Pro loco-2

Appello di Colonnelli al sindaco: «Convochi un’assemblea aperta a tutti, non si può decidere il direttivo in riunioni private e a supporto di un partito»
ALBA ADRIATICA. La Pro loco 1 di Alba Adriatica non molla, ma intanto sarebbe pronta a nascere in città la Pro loco 2 per soffiarle il posto. «Il sindaco garantisca la trasparenza e la correttezza, coinvolgendo cittadinanza e rappresentanti di tutte le associazioni in questa fase così delicata per la città», chiede dall’opposizione il consigliere Nicolino Colonnelli.
La situazione, infatti, rischia di peggiorare i rapporti tra i diversi protagonisti del mondo associativo albense e con la stessa amministrazione comunale, che deve tenere le redini del forte e cruciale dibattito sugli eventi estivi, in un clima già teso fatto di duri botta e risposta, lettere anonime e contenziosi legali. In questo scenario la Pro Loco esistente, dopo aver subito l’esclusione dall’albo provinciale dedicato a questo tipo di associazione per aver sconfinato con la Sagra delle sagre organizzata a Martinsicuro, non intende chiudere i battenti e cambiare nome, anzi valuta la possibilità di presentare ricorso contro la decisione dell’Unpli e della Provincia. Dell’altra Pro loco, nel frattempo, in città si parla da mesi, ma in questi giorni si starebbe trattando in silenzio per comporne il direttivo, che niente avrebbe a che vedere con quello della prima.
Le voci incessanti della creazione di una nuova associazione, con lo scopo di occupare il posto appena liberato sugli elenchi provinciali, sono arrivate anche a Colonnelli, che ora lancia il suo appello «propositivo» al sindaco Tonia Piccioni: «Dia un segnale importante di trasparenza e stimolo alla partecipazione, convocando un’assemblea estesa per trattare il tema della nuova Pro loco e non solo, tramite un avviso pubblico».
Spiega il consigliere: «Voci infatti parlano di riunioni private in cui, “sotto traccia”, si sarebbe costituita quasi del tutto la nuova Pro Loco: girano addirittura già i nomi del possibile presidente e dei membri del direttivo della nuova associazione. Ma è un messaggio sbagliato quello che una Pro loco può nascere a supporto di un partito oppure in riunioni private “tra amici”. Per espletare la sua funzione di valorizzazione del territorio, infatti, questa dovrebbe sorgere con il contributo attivo di più realtà e cittadini possibili. Se una nuova Pro loco deve nascere», conclude Nicolino Colonnelli, «è bene che nasca quindi anche con il contributo dei rappresentanti di chi già opera sul territorio, dalle associazioni turistiche a quelle di volontariato».
Luca Tomassoni
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