Albergatore di Martinsicuro imputato per violenza sessuale

28 Gennaio 2016

Aperto il processo a carico dell’uomo, un 79enne: una ragazza romena che aveva lavorato per lui lo accusa di avere abusato di lei minacciandola con una pistola. Il fatto sarebbe avvenuto nel 2013

MARTINSICURO. L’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale minacciandola di morte con una pistola. Il presunto autore della violenza è un anziano albergatore di Martinsicuro; lei una ragazza romena che per qualche tempo aveva lavorato nel suo hotel. Una vicenda dai contorni ancora controversi che da ieri è all’esame del tribunale di Teramo dove si è aperto il processo a carico di G.C, 79 anni di Martinsicuro, accusato di violenza sessuale. Davanti al collegio presieduto da Giovanni Spinosa, sono stati ascoltati i primi testimoni della parte civile, la ragazza che avrebbe subito la violenza sessuale, rappresentata dall’avvocato Berardo De Simplicio.

I fatti di cui si sta occupando il processo sarebbero avvenuti nell’ottobre del 2013, quando la ragazza, dopo aver lavorato per alcuni mesi nell’albergo come addetta alle pulizie, ma svolgendo anche altre mansioni, aveva chiesto un appuntamento al suo datore di lavoro per essere pagata. Dalle indagini sarebbe emerso che l’anziano aveva già rivolto le sue attenzioni verso la ragazza, ma la violenza sarebbe avvenuta quel giorno, quando incontrò la sua lavorante facendola entrare nella sua abitazione che si trova accanto all’hotel.

Lì avrebbe manifestato subito le sue intenzioni e di fronte al rifiuto della ragazza l’avrebbe minacciata con una pistola. Quindi l’avrebbe spogliata a forza abusando di lei. Accuse che la ragazza, sentita a porte chiuse dal tribunale, avrebbe confermato rispondendo alle domande del pubblico ministero Luca Sciarretta.

Dopo aver lasciato l’abitazione del suo ex datore di lavoro la giovane romena andò al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Omero e denunciò l’uomo ai carabinieri, dando il via all’inchiesta. La dottoressa del pronto soccorso che la visito – sentita ieri come testimone – ha detto di aver riscontrato un quadro compatibile con l’ipotesi di una violenza sessuale, anche per lo stato di forte alterazione psichica della ragazza, ma non averla potuta accertare con sicurezza in base a una semplice visita. Lo stato di forte disagio psichico, presumibilmente causato dalla violenza, è stato confermato in aula anche dalla psicologa che aveva seguito la ragazza nelle settimane successive. Tutte accuse che l’imputato, difeso dall’avvocato Laura Di Filippo, ha sempre respinto fin dall’inizio dell’inchiesta. Nelle prossime udienze il tribunale sentirà i testi della difesa. Il processo riprenderà il 2 marzo. (e.a.)

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