Alberi da tagliare sulla statale 553 Italia Nostra: «Pronti al ricorso»

11 Settembre 2022

L’associazione minaccia di impugnare il provvedimento dell’Anas che dà il via al taglio da domani: «A rischio piante, tra cui querce secolari, lungo 40 chilometri di strada. L’intervento non deve partire»

ATRI. Da domani l’Anas avvierà l’abbattimento degli alberi, «che rappresentano pericolo per la pubblica o privata incolumità», ai lati della strada statale 553, lungo un tratto di 40 chilometri che collega Atri a Silvi Marina da una parte e a Notaresco dall’altra. Italia Nostra Abruzzo, però, non ci sta e chiede all’Anas di bloccare l’intervento, ritenendolo ingiustificato e illegittimo. Altrimenti, l’associazione avvierà azioni legali.
«Se l’Anas procederà al taglio degli alberi, Italia Nostra si riserva di adire le vie legali per bloccare l’abbattimento indiscriminato delle piante», affermano i presidenti di Italia Nostra Atri Patrizia Giannascoli e Abruzzo Pierluigi Vinciguerra. Prima di procedere con iniziative drastiche l’associazione «diffida l’Anas dal procedere all’abbattimento degli alberi e dal continuare a perpetrare una politica distruttiva dei beni paesaggistici ed ambientali, senza rispettare le norme nazionali e regionali e gli interessi e le volontà degli enti locali, i Comuni, e dei cittadini». Secondo Italia Nostra, l’abbattimento di esemplari delle diverse specie arboree presenti ai lati della strada statale priverebbe l'intero comprensorio di «un patrimonio collettivo che è tutelato dall'articolo 9 della Costituzione e da leggi nazionali e regionali».
Inoltre l’associazione ambientalista ricorda che «l’Anas Abruzzo è stata già condannata dal Tar di Pescara e L’Aquila per il taglio indiscriminato di alberature stradali in altri comprensori della nostra regione. Il Tar ha infatti accolto i ricorsi contro l’Anas Abruzzo presentati da diverse associazioni come Codacons, Wwf, Fiab, Lipu, Altura e In».
A detta di Italia Nostra «in una fase storica come questa, in cui l’emergenza climatica richiede la piantumazione di nuovi alberi, in Abruzzo l’Anas fa paradossalmente l’esatto opposto, creando un enorme danno ambientale e paesaggistico a tutti i cittadini». Lungo i 40 chilometri della strada statale 553 sono presenti alberi di grande pregio, come le due imponenti querce – ribattezzate appunto “quercioni” – di viale Aldo Moro ad Atri, nel tratto urbano della 553, che potrebbero essere abbattute insieme agli altri alberi che l’Anas intende eliminare.
Si rischia insomma di perdere per sempre, fa notare l’associazione, «monumentali querce, pini, pioppi, tamerici, acacie e altre piante. Un pregevole patrimonio arboreo e paesaggistico che ha sempre contraddistinto l’area collinare adriatica del comprensorio di Atri e dintorni e che svolge anche una importante funzione antierosione e di consolidamento dei bordi stradali in una zona collinare e costiera caratterizzata da continui smottamenti e frane».
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