Alberi e verde al posto dei rifiuti: c’è il progetto per l’ex discarica

L’intervento affidato a D’Alberto in qualità di commissario ha il nulla osta: si apre la fase di appalto Il sindaco: «Apertura del cantiere in estate, poi nove mesi per i lavori». Spesa stimata in 2,7 milioni
TERAMO. Alberi e verde al posto dei rifiuti ammucchiati, maleodoranti e che trasudano liquami. Così si presenterà alla vista l’ex discarica La Torre una volta concluse bonifica e chiusura definitiva. Sono passati 16 anni esatti da quando, nel febbraio del 2006, lo stoccaggio nell’area venne interrotto a seguito del crollo dell’enorme massa di rifiuti accatastati. Gli interventi fatti in passato per mettere in sicurezza l’impianto hanno prodotto effetti parziali: la svolta, però, è vicina. Ad annunciarla è il sindaco Gianguido D’Alberto che, nelle vesti di commissario per la bonifica del sito, ha appena validato il progetto che la chiusura definitiva dell’ex discarica sulla collina a ridosso della città. «In tre anni e mezzo abbiamo chiuso un procedimento complesso e delicato per le varie situazioni che, dal 2006 in poi, hanno interessato l’impianto», fa rilevare il primo cittadino, «e già questo rappresenta un risultato straordinario e per nulla scontato».
D’Alberto sottolinea la «piena sinergia» tra gli enti coinvolti – la Regione e l’Arta in particolare – che ha permesso all’intervento messo su carta di ottenere tutti i pareri propedeutici alla sua concretizzazione. «Adesso si apre la fase della procedura per l’affidamento dei lavori tramite gara», spiega D’Alberto, «per centrare lo storico obiettivo di aprire il cantiere in estate». Per i lavori si spenderanno poco più di 2,7 milioni di euro, coperti in gran parte con i fondi del Masterplan della Regione. Da questo canale arriveranno infatti 2,6 milioni, ai quali l’amministrazione ha aggiunto 178mila euro di fondi propri, che conta di recuperare con il ribasso d’asta, per finanziarie varianti apportate all’intervento in sede di progettazione. «Si avvia così a conclusione, dopo tanti annunci, una vicenda dolorosa per tutti i teramani, a causa dell’impatto ambientale che ha prodotto», evidenzia il sindaco, «e per la cui soluzione il comitato civico della zona ha ingaggiato una lunga battaglia». Il peso sopportato dai cittadini è stato anche economico. «Sulla tassa per rifiuti sono stati caricati per anni i costi di prelievo e smaltimento del percolato, arrivati a toccare i 750mila euro annui, a causa di problemi oggettivi e incapacità amministrativa nell’insistere con l’affidamento diretto del servizio», rileva il sindaco, «finché non lo abbiamo sottoposto a gara, dopo averlo a lungo sollecitato quando eravamo all’opposizione, con un abbattimento immediato del costo pari al 35 per cento».
Nel bilancio 2022 per il prelievo dei liquami è stimata una spesa di 400mila euro. «Si tratta di una previsione improntata alla prudenza», osserva D’Alberto, «perché in effetti spenderemo meno, circa la metà dell’importo precedente». La bonifica, per la quale saranno richiesti nove mesi dall’apertura del cantiere, cancellerà del tutto questo carico per i cittadini.
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