«Alcuni sindacati fanno pagare le pratiche»

TERAMO. Fa discutere l’accordo sui tempi di vestizione e vestizione per il personale non medico. L’accordo è stato firmato lunedì scorso e prevede che la Asl monetizzi il tempo impiegato a fare...
TERAMO. Fa discutere l’accordo sui tempi di vestizione e vestizione per il personale non medico. L’accordo è stato firmato lunedì scorso e prevede che la Asl monetizzi il tempo impiegato a fare queste operazioni per gli ultimi 5 anni a infermieri, operatori socio sanitari e tecnici. In sostanza più di mille dipendenti per un impegno di spesa superiore al milione e mezzo di euro.
La Asl ha deciso di arrivare a un accordo dopo che 60 ricorsi hanno ottenuto sentenze favorevoli al lavoratore.
Dopo la firma ha subito esultato il Nursind, ma a questo sindacato rispondono Cgil, Cisl e Uil che «vogliono ripristinare alcune verità».
«Da più di due anni la Fp Cgil, Fp Cisl, Fpl Uil hanno posto il problema alla Asl, chiedendo la conciliazione, alla luce di un orientamento consolidato della magistratura, al fine di evitare un sperpero di denaro pubblico all'azienda (se la Asl avesse deciso di andare in causa) e teso al riconoscimento di un diritto dei dipendenti», si legge in una nota firmata da Amedeo Marcattili (Fp Cgil), Andrea Salvi (Fp Cisl) e Alfiero Di GIammartino (Fpl Uil), «con l'accordo abbiamo raggiunto due obiettivi :ai lavoratori vengono riconosciuti i tempi di vestizione-svestizione sia per il futuro che per il passato e l'azienda risparmia spese legali di eventuali cause, queste risorse possono essere impiegate per dare risposte ai cittadini. Grazie alla tenacia di Cgil-Cisl-Uil, che fin dall'inizio hanno scelto la strada dell'accordo onde evitare per i lavoratori spese per affrontare una causa, la battaglia è stata vinta».
A questo punto però i tre sindacati lanciano la bordata.
«Ci rammarichiamo che altre organizzazioni sindacali», fanno notare polemicamente, «hanno scelto strade diverse ed ancora oggi chiedono, per fare una semplice conciliazione, il 10% della somma ottenuta per gli iscritti e il 20% per i non iscritti. Noi non abbiamo mai speculato sui diritti dei lavoratori, fin dal primo momento abbiamo messo le nostre strutture, compresi gli avvocati, al servizio dei dipendenti in forma gratuita senza far guadagnare familiari o simili, altre sigle possono dire altrettanto ? Invitiamo tutti i dipendenti a rivolgersi alle scriventi per far valere il proprio diritto, non fidarsi di chi pensa di voler speculare sui bisogni e sulle giuste rivendicazioni dei lavoratori», concludono Marcattili, Salvi e Di Giammartino. (a.f.)
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