All’asta due antiche monete di Atri

Il Comune è interessato all’acquisto, ma vuole prima verificarne l’autenticità
ATRI. Il Comune di Atri interessato ad acquistare vecchie monete atriane. Una conosciuta casa d’aste specializzata in numismatica nei giorni scorsi ha messo in vendita nel suo sito on line due monete rispettivamente al prezzo di mille e 2.500 euro. La notizia non è sfuggita all’assessore alla cultura Domenico Felicione che si è subito detto interessato all’acquisto ma non prima di averne verificato l’autenticità.
Raggiunto al telefono Felicioni ha dichiarato: «Ho visto che le monete sono in mano a privati, dobbiamo valutare che non siano contraffatte e per questo ne parlerò con miei collaboratori e con la Sovrintendenza alle Belle arti». Affinchè l’acquisto sia valido bisogna effettuarlo da un venditore che abbia un certificato che attesti il possesso da più di 70 anni, altrimenti lo Stato potrebbe denunciare e sequestrare il bene poiché la legge stabilisce che tutti i beni archeologici sono sottoposti a tutela statale. Non è la prima volta che l’asse atriana fa parlare di sè. Le libbre di Hatria sono presenti nei musei più importanti (Napoli, Berlino, Londra, Stati Uniti) e nelle aste internazionali gli esemplari più belli vengono battuti a prezzi elevatissimi. Al momento alcuni di essi fanno parte della collezione privata della galleria Sorricchio di Atri, e un’originale moneta atriana è di proprietà comunale custodita nel caveau della Banca Tercas. L’ex presidente dell’Archeoclub atriano ed esperto in materia Antonio Assogna tempo addietro svelò che il Comune possiede due monete della zecca della Hatria Picena: la più piccola, la semioncia, fu donata da un privato negli anni Novanta, mentre l’asse vera e propria, venne acquistata direttamente dall’amministrazione al prezzo di 23 milioni di lire.
Domenico Forcella
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