All’asta il capannone della Lavaal

11 Luglio 2017

Mosciano, la Cisl: «Fermate eventuali speculazioni e salvate i 50 posti di lavoro»

MOSCIANO. Giorni decisivi per il futuro della Lavaal International, l’azienda di minuterie metalliche nata sulle ceneri della Lavaal.
L’azienda storica che produceva accessori per serramenti venne dichiarata fallita nel 2012, dopo una richiesta di concordato preventivo non andata a buon fine.
Contemporaneamente una nuova società, con un socio tunisino e uno spagnolo, tramite un affitto di ramo d’azienda, con la ragione sociale Lavaal International rilevò tutti i macchinari e riprese la produzione di maniglie e serrature. La nuova azienda riassorbì 38 dei 60 originari dipendenti della fabbrica.
«Adesso i dipendenti sono 50 e hanno preso anche cinque lavoratori a tempo determinato», spiega Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «le prospettive sembrano buone, ma il 19 luglio in tribunale sarà messo all’asta il capannone. La Lavaal International parteciperà e noi auspichiamo fortemente che riesca ad acquisirlo. E’ importante per tutelare l’occupazione, quella esistente e quella futura. Infatti questo tipo di azienda non si può spostare, hanno forni e reparti, come quello verniciatura, che non si possono assolutamente trasferire. L’azienda parteciperà all’asta, la nostra speranza è che non vengano messi in atto tentativi speculativi da altri. Il budget a disposizione è quello». Il sindacalista non dice di più, ma lascia intendere che eventuali speculazioni avrebbero l’unico effetto di impedire l’acquisto da parte dell’azienda metalmeccanica.
Il prezzo a base d’asta del capannone nell’area industriale di Mosciano Sant’Angelo si aggira sui 600mila euro. Una volta acquisito il capannone, a quanto la Lavaal International ha riferito ai sindacati, continueranno i progetti espansivi. «L’azienda ci dice che ha intenzione di ingrandirsi ulteriormente e arrivare a un’ottantina di dipendenti. Auspichiamo che si completi l’acquisizione. Sarebbe un piccolo miracolo, un salvataggio di un’impresa e dei relativi posti di lavoro come è accaduto per la Sitef. D’altronde le premesse positive già ci sono: è un’industria che lavora molto con l’estero, attualmente ha molte commesse negli Emirati arabi e in Kwait», aggiunge Boccanera che fa notare anche come sia importante, in un periodo di crisi come quello attuale e in una provincia che stenta a ripartire, tutelare i posti di lavoro. (a.f.)
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