All’Expo la gallina nera e la dieta dei sub

2 Giugno 2015

A Casa Abruzzo il menu ideato da “Dan Europe” di Roseto e il recupero dell’antica razza di Atri

ROSETO. Attività subacquea e recupero di genotipi territoriali come la gallina nera di Atri. Due argomenti apparentemente distanti fra loro, ma che hanno invece una serie di punti in comune che verranno illustrati in ‘Casa Abruzzo’ nel fuori-salone di Expo 2015. A proporli saranno gli esperti del gruppo “Dan Europe”, un’azienda rosetana con sedi in tutto il mondo che si occupa della sicurezza dei subacquei.

“Anche il cibo può contribuire alla sicurezza: immersioni più serene per chi mangia cioccolato; il menu su misura per il subacqueo; gli orti sottomarini: una coltivazione possibile per le zone desertiche?” Questi sono solo alcuni degli argomenti che saranno illustrati durante la presenza all’Expo a partire da giovedì. Nella stessa occasione verrà presentata la gallina nera di Atri, un antichissimo esemplare locale di cui è già stata avviata la riproduzione con la partecipazione di alcune scuole atriane. In particolare, l’istituto comprensivo statale di Atri, con la riserva naturale regionale oasi Wwf Calanchi di Atri, è risultato vincitore del concorso ‘La scuola per Expo 2015’ classificandosi primo su 79 istituti partecipanti in Abruzzo, portando alla ribalta dell’attenzione internazionale la gallina nera atriana. «Il progetto», spiega la dirigente scolastica Iolanda Iannetti, «dal titolo ‘In un uovo il territorio’, è stato selezionato e sarà presentato all’interno del padiglione Italia nel periodo dell’esposizione universale». «Essendo un animale onnivoro», spiega il direttore dell’Oasi Adriano De Ascentiis, «oltre a cibarsi di organismi animali e vegetali, ingurgita anche piccolissime pietre, utili alla digestione, pertanto porta con sé la vera essenza dei nostri luoghi: la biodiversità floristica, faunistica e se vogliamo geologica».

«L’educazione alimentare è legata a un contesto più ampio, che riguarda le persone e l’ambiente in cui esse vivono», sottolinea l’assessore comunale di Atri Domenico Felicione, «pertanto si è cercato di valorizzare i risultati di un progetto di ricerca sviluppato dalla Riserva che ha portato, nel 2014, all’identificazione e caratterizzazione di una razza avicola locale, cioé la gallina nera atriana, che stiamo cercando di fare entrare in un discorso di filiera corta, legato alla promozione di alimenti sani dell’enogastronomia del nostro territorio». Lo chef Davide Pezzuto ha già messo a punto delle ricette che prevedono l’utilizzo delle uova di galline nere con l’aggiunta di un altro tipico ingrediente delle colline atriane come la liquirizia.

Federico Centola

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