All’Hatria scioperi e agitazione contro i 55 licenziamenti

Risposta dei lavoratori dopo l’annuncio-choc dell’azienda I sindacati: «Scelta inopportuna, ci sono segnali di ripresa»
TERAMO. Stato di agitazione all’Hatria e un pacchetto di ore di sciopero contro l’annuncio di 55 licenziamenti nella storica fabbrica di sanitari di Sant’Atto.E’ quanto hanno deciso ieri i lavoratori, riuniti in assemblea, in risposta alla procedura di licenziamento collettivo e all’interruzione dell’applicazione del contratto integrativo, comunicati dalla direzione dell’Hatria il 4 agosto.
«I lavoratori hanno espresso forti preoccupazioni in merito al confronto da avviare in circostanze assai difficili, con un interlocutore che appare incoerente nel rapporto con la controparte per ciò che attiene alle modalità e ai contenuti delle decisioni assunte», si legge nel cominicato sindacale, «l’avvio della procedura di licenziamento collettivo si è manifestata in un momento nel quale gli andamenti generali dell’azienda risultano in miglioramento, condizioni queste che imporrebbero cautela e ricerca di condivisione nelle scelte e nei percorsi da intraprendere».
Secondo le proiezioni le perdite di quest’anno si attesterebbero intorno al milione, cioè la metà di quanto perso lo scorso anno. «Noi ci eravamo incontrati per il rinnovo contratto di secondo livello e ci fanno trovare una procedura di licenziamento collettivo per 55 persone», esordisce Giampiero Dozzi della Filctem Cgil, «le ipotesi possono essere le più varie. Noi valuteremo via via le azioni da assumere. L'azienda sembra possa fare una fermata tecnica per alcune riparazioni». Il sindacalista critica anche la gestione dei rapporti condotta dall’azienda: «In un momento in cui dovrebbe partire primo step del partenariato con Grohe per la produzione di sanitari non sembra l’annuncio più opportuno. Bisognerebbe trasmettere certezze, invece di avviare una fasce caotica: l'azienda non può pensare che la controparte non avvii azioni conseguenti. Questa discussione semmai doveva essere precedente e legata a strategie industriali, non può essere "sparata" ora in questo modo».
«Siamo preoccupati», aggiunge Serafino Masci della Femca Cisl, per le modalità con cui l'azienda ci ha fatto la comunicazione, modalità certamente non usuali, senza un minimo di preavviso. Sappiamo delle difficoltà che in questi anni ha avuto, ma ci preoccupa questo interlocutore le cui iniziative sono ondivaghe. Valuteremo gli sviluppi della vertenza, ci incontreremo entro agosto. La situazione è complessa e delicata: richiede un surplus di responsabilità che ci auguriamo caratterizzi anche l'azione aziendale». (a.f.)
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