All’università 100 vaccinazioni ogni ora

Di Giosia soddisfatto: «Il ministro è rimasto impressionato. Ma ora ci vogliono forniture adeguate»
TERAMO. È stato un lunedì da leoni per la Asl di Teramo. La visita del ministro della Salute Roberto Speranza ha permesso ai vertici dell’azienda sanitaria teramana di fare un figurone e di farlo fare alla Regione Abruzzo, che non a caso ha scelto di ricevere il ministro a Teramo. Ma, al di là delle parate istituzionali, il fatto più sostanziale e rilevante è stato il buon avvio del centro vaccinale all’università, che ha subito mostrato le proprie potenzialità.
Il direttore generale Maurizio Di Giosia dice: «Sono soddisfatto. Il ministro ha apprezzato sia l'organizzazione dell'ospedale, per come sono stati organizzati i reparti Covid, sia il centro vaccinale. L'università ci ha fornito una struttura ottima e la ringraziamo, ma è la Asl che ha organizzato la sede. Lì al momento ci sono quattro linee attive, ogni linea fa 240 vaccini al giorno e in media 25 ogni ora. In ogni linea lavorano quattro persone, tre sanitari e un amministrativo, più il personale della Protezione civile che gestisce l’afflusso. A pieno regime potremo attivare quindici linee, la potenzialità è enorme».
Non mancano, tuttavia, voci contrarie. Qualcuno ha contestato l’ubicazione del centro vaccinale, visto che il campus universitario di Coste Sant’Agostino è in cima a una collina e bisogna arrivarci necessariamente con auto o bus. «Ma non è che si può pretendere di andare a vaccinarsi sotto casa», replica Di Giosia, «e nel centro di Teramo non ci sono strutture adatte, lo stesso Ipogeo che abbiamo utilizzato finora è scomodo». Un’altra contestazione arriva da alcuni cittadini che hanno rifiutato il vaccino di Astrazeneca, sostenendo: «Nel modulo di adesione ci era stato chiesto di indicare un’opzione sul tipo di vaccino, poi il medico vaccinatore voleva farci Astrazeneca. È una presa in giro». Sulla questione Di Giosia è lapidario: «Quella preferenza messa nel modulo del ministero è solo indicativa, l'unico che può decidere il tipo di vaccino è il medico vaccinatore in base all'anamnesi, non c'è facoltà di scelta del paziente. E comunque nel centro vaccinale ci sono diversi tipi, non solo Astrazeneca».
Sull’andamento generale della campagna Di Giosia dice: «Stiamo per aprire altri hub, stiamo avendo tante prenotazioni. Ora emerge la volontà della gente di vaccinarsi. Però ci vogliono i vaccini e ci vuole la certezza sulla qualità dei vaccini che stiamo facendo».
ROSETO. Ripartono oggi a Roseto i vaccini per 250 soggetti fragili, ma in una sede diversa. «Non si svolgeranno più al Lido d’Abruzzo, che gentilmente ci ha ospitato fino a ora», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «ma nei locali adiacenti la chiesa di Santa Teresa di Calcutta di Campo a Mare-Voltarrosto. La Asl mi ha confermato che sabato 24 aprile potremo vaccinare altri 300 fragili, e gli ultimi 400 saranno vaccinati martedì 27 aprile».(d.v.-l.v.)
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