Alla Golden Lady salvi 80 posti di lavoro

10 Febbraio 2015

Incontro in Regione: fra 3 mesi al via la produzione di collant senza cuciture trasferita dalla Serbia

BASCIANO. La produzione delle calze senza cucitura, il prodotto innovativo che dovrebbe salvare e rilanciare lo stabilimento Golden Lady inizierà fra circa tre mesi.

Nell’incontro che si è svolto ieri in Regione con l’assessore alle attività produttive Giovanni Lolli – alla presenza del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, del sindaco Paolo Paolini, dei sindacati, di Federico Destro amministratore delegato del gruppo, dell’assessore regionale Dino Pepe e il consigliere regionale Luciano Monticelli – è stato fatto il punto sul piano di rilancio annunciato da Lolli giorni fa. L'azienda ha ribadito che porterà parte della produzione del nuovo tipo di calze dalla Serbia a Basciano. «Ottanta macchine», esordisce Emidio Angelini (Uiltec Uil), «saranno portate a Firenze in un'officina per la necessaria modifica: si inizierà la prossima settimana. Il rovescio della medaglia: saranno portate 77 macchine su 300 dalla torcitura di Basciano in Serbia, e non torneranno». Un prezzo da pagare per aver scongiurato gli 80 esuberi dichiarati da tempo dall’azienda. «Dopo 8 anni di incertezze è davvero una buona notizia. Destro ci ha detto che se il nuovo prodotto avrà mercato non ci saranno problemi», aggiunge Angelini. A Basciano sarà realizzato il prodotto grezzo, finitura e tintoria si faranno altrove. Ieri è stato firmato un protocollo d'intenti, il 16 si terrà un’assemblea del personale e il 17 si dovrebbe firmare l’accordo.

«A maggio probabilmente dovremo rifare un nuovo contratto di solidarietà», osserva Giovanni Timoteo (Filctem Cgil), «ma l'iniziativa è in grado di assorbire l'esubero. Rispetto al processo di deindustrializzazione del tessile-abbigliamento in provincia di Teramo, se si attivano come è accaduto in questo caso strumenti di sostegno alle aziende che si impegno a consolidare e incrementare l'occupazione, riusciremo a invertire la tendenza che ha segnato drammaticamente la vita di tanti lavoratori». Timoteo sottolinea che l’azienda ha fatto questa scelta anche per la capacità dei lavoratori di Basciano. «Se il mercato risponderà bene», afferma Serafino Masci (Femca Cisl), «si potrebbe chiedere al reparto tessitura di lavorare a ciclo continuo. Con questa scelta l'azienda non si limita più a gestire l'ordinaria amministrazione nella speranza che il mercato riprenda e risolva i problemi di Basciano. Ora mostra di voler andare oltre e torna a fare una politica industriale attiva, rilanciando anche l'aspetto commerciale. E' chiaro che siamo ancora nella fase degli impegni a cui dare seguito».

«Dopo una vertenza serrata», conclude Lolli, «siamo riusciti a far capire alla Golden Lady l'importanza strategica dello stabilimento di Basciano e che la messa in mobilità di 80 dipendenti avrebbe significato per l'insediamento produttivo l'inizio della fine. L'azienda ha capito le ragioni dei lavoratori e delle istituzioni così come le istituzioni si sono impegnate in un loro diretto intervento per agevolare il nuovo investimento nello stabilimento di Basciano». (a.f.)

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