Allarme criminalità: «Territorio ricco, massima attenzione»

7 Luglio 2022

Associazione piccole imprese e carabinieri siglano il patto Istruzioni per riconoscere segnali e prevenire le infiltrazioni 

TERAMO . Ricostruzione post-sisma, Superbonus 110% e Pnrr offrono grandi opportunità di sviluppo, ma suscitano anche gli «appetiti» della criminalità. Per questo è necessario che le aziende sane del territorio e le forze dell’ordine tengano alta l’attenzione per cogliere segnali d’allarme e prevenire i tentativi d’infiltrazione. Al raggiungimento dello scopo di salvaguardare l’economia locale dal rischio di contaminazione da parte dei clan, dunque, è finalizzato il rinnovo del protocollo d’intesa tra i carabinieri e l’Api, l’associazione delle piccole e medie imprese.
Il patto, già sottoscritto durante la piena emergenza per il Covid, è stato aggiornato e illustrato nel corso di un incontro tra imprenditori e rappresentanti dell’Arma. A ribadire l’appetibilità per le cosche di un «territorio ricco» come quello teramano è stato il tenente colonnello Roberto Ragucci, capo dell’ufficio comando provinciale dei carabinieri, mentre il maggiore Danilo Ferella, comandante del nucleo investigativo, ha posto l’accento sui metodi con i quali la criminalità organizzata s’insinua nel tessuto imprenditoriale attraverso «facce pulite» che riciclano capitali di provenienza illecita. Oltre agli ufficiali dell’Arma sono intervenuti esperti che hanno posto in risalto gli strumenti legislativi a disposizione delle imprese per cautelarsi rispetto a contaminazioni criminose. Su questi aspetti, di carattere più tecnico si sono soffermati in particolare il commercialista Lucia Zazzetta, che ha evidenziato i vantaggi della corretta adozione del modello di gestione e controllo previsto dalle norme e l’importanza dell’organismo di vigilanza, e Benito De Berardis, consulente per certificazioni, sistemi di gestione aziendale, qualità, ambiente e sicurezza, che ha illustrato la procedura per l’attuazione efficacia della Iso 37001.
«Il protocollo nasce nella fase di debolezza del sistema imprenditoriale dovuta alla pandemia», sottolinea il presidente dell’Api Alfonso Marcozzi, «e trova conferma anche in questo periodo di espansione perché restano comunque i rischi di infiltrazioni». Ritardi di pagamento da parte della pubblica amministrazione e tempistiche troppo stringenti sono i principali fattori di pericolo.
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