Allarme di Coldiretti sull’olio: «Perse cinque bottiglie su dieci»

L’associazione avverte: in Abruzzo la produzione è scesa del 51% mentre aumentano le frodi Lanciata una campagna per etichette più trasparenti: firmano anche Marsilio, Leuzzi e D’Alberto
TERAMO. Nel 2019 addio ad almeno 5 bottiglie su 10 di extravergine abruzzese sugli scaffali dei supermercati per effetto della diminuzione della produzione, che in regione ha subito un calo medio di oltre il 51% con conseguenze importanti sui numeri complessivi della commercializzazione. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti nel convegno “La filiera olivicola italiana tra nuovi impianti e certificazione”, promosso ieri in collaborazione con Abruzzo Oleum nell’ambito della Fiera dell’agricoltura di Teramo, inaugurata poco prima a Piano d’Accio.
Nell’incontro, che ha visto partecipare il direttore regionale di Coldiretti Giulio Federici, la presidente di Coldiretti Teramo Emanuela Ripani e il presidente di Abruzzo Oleum Luciano Di Massimo, con la presenza del vescovo Lorenzo Leuzzi e dell’assessore comunale Antonio Filipponi, è stato tracciato lo stato dell’olivicoltura regionale in un anno particolarmente critico per il settore, che in alcune regioni ha registrato un crollo del 60% della produzione a causa di diversi fattori tra cui i cambiamenti climatici, il parassita xylella e la concorrenza sleale provocata dalle importazioni low cost spacciate per italiane.
Il direttore Federici ha detto: «Il nostro olio è, per qualità, tra i migliori italiani ma va maggiormente tutelato e salvaguardato attraverso un adeguato coordinamento istituzionale tra il livello regionale e quello nazionale. Anche in Abruzzo, seppure la produzione 2018 abbia registrato un calo inferiore alla media nazionale, occorre accelerare sulla predisposizione del Piano olivicolo per valorizzare e tutelare ulteriormente un prodotto simbolo della nostra economia». Il presidente di Abruzzo Oleum Luciano Di Massimo ha evidenziato l’importanza della certificazione e della denominazione di origine ricordando che «con la diminuzione della produzione aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni che colpiscono anche i produttori abruzzesi».
Per non cadere nelle trappole del mercato il consiglio della Coldiretti per scegliere Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane.
Nella Fiera dell’agricoltura di Teramo Coldiretti schiera 21 aziende agricole di Campagna Amica che, fino a domani, esporranno le proprie tipicità. Nel corso dei tre giorni di fiera, verranno inoltre donati da Coldiretti e Campagna Amica i palloncini della trasparenza nell’ambito della petizione Eat original, l’iniziativa dei cittadini europei promossa da Coldiretti a Bruxelles insieme ad altre nove associazioni con lo scopo di convincere l’Europa ad estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. Un’azione che, in pochi mesi, è stata appoggiata da oltre diecimila abruzzesi tra cui, ieri mattina a Pescara, dallo stesso governatore Marco Marsilio e dal consigliere regionale Guerino Testa in occasione dell’inaugurazione della Mostra del fiore nel porto turistico, mentre nell’ambito della fiera di Teramo è stata sottoscritta dal vescovo Leuzzi, dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, dall’assessore comunale Antonio Filipponi e dal presidente della provincia Diego Di Bonaventura.(red.te)

