Alle stelle i prezzi dei materiali: le imprese edili in difficoltà

15 Maggio 2021

Il direttore dell’Ance Fabiocchi: «Registriamo ritardi nella fornitura dei prodotti e casi di ditte che non firmano i contratti perché ci rimetterebbero. Peccato, perché il settore è in forte ripresa»

TERAMO. L'aumento dei prezzi delle materie prime per il settore edile, e non solo, preoccupa anche le aziende teramane, che iniziano a registrare le prime difficoltà nell'approvvigionamento di alcuni materiali. Materiali che, in alcuni casi, scarseggiano anche. E se per il momento il rincaro dei prezzi non sta incidendo sulla ripresa, se il fenomeno dovesse perdurare anche le aziende teramane potrebbero avere difficoltà nella gestione dei cantieri sia pubblici che privati. «Si tratta di un problema che interessa tutta la filiera, anche quella industriale», conferma il direttore dell'Ance Teramo Marco Fabiocchi, «cominciamo ad avere problemi ad esempio con i pannelli per i cappotti termici ma anche con i prodotti finiti. E questo per un mix di elementi che vanno da una tensione sui prezzi per un fenomeno speculativo al fermo di alcune parti della filiera per via della pandemia». Un fenomeno quello del caro materiali iniziato negli ultimi mesi del 2020 e che perdura ancora oggi, con diverse aziende fornitrici che come evidenziato anche dall'Ance nazionale stanno chiedendo ai clienti di rivedere le condizioni economiche dei contratti. I rincari riguardano soprattutto il prezzo dell'acciaio, dei polietileni, del rame, del petrolio.
«Un'azienda», continua Fabiocchi, «ad esempio, qualche settimana fa mi ha segnalato come un grosso produttore le abbia comunicato che a causa di una ridotta e ritardata disponibilità delle materie prime da parte dei suoi fornitori, che avevano dichiarato a loro volta cause di forza maggiore e un aumento dei prezzi fino al 40%, non sarebbe riuscito a garantire i tempi previsti nel contratto per la fornitura dei prodotti e che, in ogni caso, il prezzo di vendita sarebbe stato calcolato sul listino in vigore al momento della consegna e non in base alla data di ricevimento dell'ordine». Fabiocchi prosegue sottolineando come inoltre alcune aziende che non avevano ancora chiuso dei contratti hanno deciso di non sottoscriverli perché per via dei costi ci avrebbero rimesso economicamente. «Ovviamente questo è un problema per chi ha delle commesse in corso e deve gestire la situazione, come ad esempio per i lavori del Superbonus», spiega il direttore dell'Ance, «so che ci sono anche dei fornitori che in questo momento non mettono la data sul contratto perché non sanno quando saranno in grado di consegnare. È chiaro che se si tratta di una situazione contingente è un conto, ma se questi problemi dovessero perdurare ci sarebbero delle difficoltà».
È un problema che interessa soprattutto gli appalti pubblici, dove non sono previsti adeguamenti dei prezzi. Tanto che l'Ance ha presentato un emendamento al Governo, che dovrebbe essere inserito in uno dei decreti di prossima emanazione, in cui si chiedono interventi compensativi. Caro materiali a parte, in ogni caso, il settore edile in provincia di Teramo dopo i rallentamenti legati al Covid evidenzia segnali positivi. «Il settore sta ripartendo bene», conferma Fabiocchi, «i dati sono positivi, anche grazie all'accelerazione delle pratiche della ricostruzione, con l'ufficio speciale che sblocca ogni mese pratiche per milioni di euro: e questo ha l'effetto di moltiplicare i cantieri». A favorire la ripartenza anche i cantieri relativi al Superbonus del 110 per cento. «Sono ripartiti gli affidamenti pubblici, che avevano subito un rallentamento per via del Covid», conclude il direttore dell'Ance Teramo, «e segnali positivi arrivano anche dal settore immobiliare. Positivi sono poi anche i dati che arrivano dalla Cassa edile, che ha fatto registrare un aumento della massa salari. Certo la tensione sui prezzi delle materie prime rischia di essere un fattore destabilizzante. Se nel privato posso non sottoscrivere un contratto, nel pubblico, visti i tempi che passano dalla gara all'affidamento, è difficile».
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