Allevatori, costi impazziti: «Così dobbiamo chiudere»

9 Febbraio 2022

Aumenti di spese per le bollette e ricavi minimi mettono in ginocchio le aziende Nel mirino Governo e Regione: «Nessun aiuto, a rischio le produzioni abruzzesi»

TORTORETO. Il mondo degli allevatori in fermento contro il caro-bollette e i mancati sostegni alla filiera del latte. I produttori denunciano aumenti della corrente elettrica del 300 per cento e poco meno per il gas. La fiammata dei prezzi erode i magri guadagni derivati dal commercio del latte, venduto a 39 centesimi al litro. Praticamente sottocosto e le aziende agricole abruzzesi rischiano la chiusura e, prima ancora, di mandare a casa i dipendenti e vendere le mucche da latte.
«Sì, perché», fa sapere Carlo D’Antonio, che insieme al fratello Arturo gestisce da anni l’impresa agricola sulle colline tortoretane, «anche il prezzo del foraggio è schizzato alle stelle». Dalla Regione nessun aiuto, dal Governo men che meno, a tutto vantaggio dell’import del latte e a danno dell’economia locale, della filiera lattiero-casearia abruzzese. «Solo di Ruzzo paghiamo 500 euro al mese perché i bovini da latte devono bere acqua potabile destinata al consumo umano», prosegue D’Antonio, «mungiamo due volte al giorno, all’alba e al tramonto a prezzi irrisori. Appena 39 centesimi al litro: un caffè costa tre litri del nostro latte». L’acqua in bottiglia da un litro e mezzo al bar costa, per fare un altro esempio, due euro a confezione. «Di questo passo chiudiamo, come stanno chiudendo tante aziende del nostro territorio», rincara la dose anche Gaspare Di Domenicantonio, allevatore teramano, che mette in guardia sulla genuinità. «Basta chiedere alla Asl quante aziende hanno chiuso e quante bestie in meno ci sono», afferma, «stiamo affrontando spese triplicate, fra un po’ il problema sarà anche dei consumatori che non troveranno prodotti locali».
AreaBlu, che rappresenta gli allevatori, denuncia il silenzio della Regione. «L’abbiamo investito della questione già nel 2020, parlando con i capigruppo e la commissione agricoltura anche recentemente: nessuna risposta», sottolinea Domenico Di Matteo.
Il consigliere regionale Dino Pepe, ex assessore alle Politiche agricole nella giunta D’Alfonso, rincara la dose sull’assenza del governo Marsilio. «Chiedo un impegno economico immediato della Regione per sostenere gli allevatori. Le stalle sono a serio rischio chiusura, i rincari di gasolio, energia, mangimi e materie prime ne stanno condizionando la stabilità. In questo quadro di aumenti generalizzati, il prezzo del latte al litro, riconosciuto alle aziende zootecniche, è sempre lo stesso, con la conseguenza che gli allevatori stanno vendendo sottocosto il loro prodotto. Già avevo sollecitato, anche con una interpellanza in aula, la giunta regionale, nello specifico l’assessore all’agricoltura Emanuele Imprudente, a intervenire a sostegno del comparto. In quella sede, come sempre, le risposte non furono all’altezza».
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