Alloggi per i nuovi poveri Incontro Fracassa-Ater

25 Marzo 2016

Il consigliere provinciale dopo la disponibilità dell’azienda per il diritto allo studio incassa quella di Rapini al progetto per riutilizzare l’ex casa dello studente

TERAMO. Inizia a muovere i primi passi il progetto di recupero dell’ex casa dello studente ai piedi di Colleparco. Le volontà istituzionali ci sono e convergono, ma c'è l'incognita dei fondi per ristrutturare l'edificio chiuso da anni. L'ipotesi del riutilizzo di quella struttura è stato suggerito dal consigliere comunale e provinciale Franco Fracassa che ha fortemente sostenuto l'idea di riqualificare la vecchia struttura prima di procedere alla realizzazione della nuova casa dello studente al posto del rettorato di viale Crucioli. Fracassa ha suggerito di utilizzare quell’edificio a sostegno dei cosiddetti “nuovi poveri”, disoccupati, persone separate o comunque in condizioni di fragilità economica incassando la convergenza dell'Ater e dell'Azienda al diritto agli studi universitari di Teramo guidata dal presidente Paolo Berardinelli. Quest'ultimo si è dichiarato disposto a dare il bene alla Regione, anche se con le dovute cautele visto che il percorso dal punto di vista tecnico è ancora in fase embrionale. Ieri intanto c'è stato un primo incontro tra Fracassa e l'amministratore unico dell'Ater, Armando Rampini durante il quale è stato ribadito il reciproco interesse a portare avanti il progetto che in prima battuta, oltre alle persone in difficoltà economica, dovrebbe prevedere alloggi anche per studenti e docenti universitari. Questo in attesa che si concretizzi la realizzazione della nuova casa dello studente e di un centro culturale negli edifici di viale Crucioli che è l'obiettivo portato avanti dall'Adsu insieme al rettore dell'università Luciano D'Amico che poggia su un finanziamento concesso dal Miur per alloggi e residenze per universitari. Ieri tuttavia l'incontro preliminare è servito ad acquisire la disponibilità a procedere da parte degli attori interessati così come ha confermato Rampini. «Adesso», spiega rampini, «dovremo verificare cosa occorre e quali somme sono necessarie per rendere agibile la struttura da 50 posti letto. La volontà c'è, ma serviranno nuovi incontri e un sopralluogo per definire concretamente l'iter procedurale. Noi siamo interessati sia a una gestione pluriennale che a una cessione di proprietà, ma anche in base a questo potremo attingere a canali di finanziamento diversi. Per il momento posso confermare che il progetto interessa all'Ater anche perché va nella direzione delle opere dismesse da riqualificare inserite nel libro bianco dell'assessore regionale ai lavori pubblici Donato Di Matteo e del presidente D'Alfonso». (m.d.t.)

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