Alluvioni, D’Alfonso ai sindaci «Basta interventi tampone»

TERAMO. Sindaci teramani in fila uno dietro l’altro, in mano i loro cahiers de doléances con le tante, troppe, situazioni a rischio idrogeologico di una provincia che – con le ultime due alluvioni...
TERAMO. Sindaci teramani in fila uno dietro l’altro, in mano i loro cahiers de doléances con le tante, troppe, situazioni a rischio idrogeologico di una provincia che – con le ultime due alluvioni del 2011 e 2013 – s’è scoperta più fragile che mai.
A raccogliere il grido d’allarme dei primi cittadini è il governatore Luciano D’Alfonso, ieri pomeriggio a Teramo insieme allo staff tecnico della Regione per la riunione che fa seguito alla lettera inviata circa un mese fa ai 47 Comuni per chiedere una relazione dettagliata delle maggiori criticità presenti sul territorio. Sfilano i primi cittadini alla sala polifunzionale dunque, e con i loro report tracciano la mappa del dissesto della provincia teramana all’interno di una regione come l’Abruzzo che, in Italia, è tra le prime tre a maggior rischio. Nessun comprensorio escluso: si va dai comuni montani, “isolati” più volte da frane e strade che si sgretolano sotto i colpi di pioggia e neve (i casi più recenti e drammatici quelli delle strade per Intermesoli a Pietracamela e della Provinciale 49 a Valle Castellana) fino al mare dove il pericolo inondazione dei corsi d’acqua flagella da nord a sud la costa teramana. Altro dato: in 10 comuni le amministrazioni sono state costrette a sfollare intere famiglie dalle loro abitazioni, mentre i danni economici dell’assenza prevenzione sono praticamente incalcolabili. «Bisogna cambiar rotta», è stata la parola d’ordine di D’Alfonso ai sindaci. Accanto a lui il prefetto Valter Crudo e i consiglieri regionali Sandro Mariani e Luciano Monticelli. «Per anni sono stati fatti interventi “tampone” e in condizioni d’emergenza», spiega ancora D’Alfonso, «ora è necessaria una programmazione diversa». Le relazioni dei Comuni, una volta raccolte, serviranno ad individuare le priorità da portare al tavolo della struttura tecnica di missione sul dissesto idrogeologico attivata a Palazzo Chigi. Sul fronte delle risorse, il presidente della Regione assicura che «ci sono a disposizione15 milioni di euro ereditati dalla gestione passata, oltre ad altri 20 milioni “guadagnati” in Parlamento da Legnini e Tancredi». Altra rassicurazione di D’Alfonso, l’arrivo in Abruzzo e quindi anche a Teramo del capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, per i sopralluoghi necessari. Prima dell’incontro a Teramo, ieri pomeriggio D’Alfonso – insieme a Mariani e al direttore regionale dei beni culturali Fabrizio Scoppola - ha fatto visita al convento di San Bernardino di Siena a Campli per fare il punto sui lavori di recupero del monastero del XV secolo.(f.m.)
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