Alpini, cerimonie e convegno storico per onorare i caduti

5 Marzo 2023

Ricordato il sacrificio del battaglione L’Aquila in Russia E oggi torna dopo tre anni la grande sfilata fino al santuario

ISOLA DEL GRAN SASSO. Emozioni, orgoglio e tanta commozione. Sono passati ottant’anni da quei tragici eventi ma il sacrificio degli alpini nella campagna di Russia 1942-43 è ancora vivo nelle penne nere di oggi. La battaglia di Selenyj Jar, il “quadrivio insanguinato” nella steppa in cui tre battaglioni alpini – tra questi il battaglione L’Aquila, composto quasi tutto da abruzzesi – si immolarono per coprire la ritirata degli altri reparti, è stata rievocata ieri in un convegno storico al museo Stauros di San Gabriele in attesa del grande raduno delle penne nere abruzzesi e non solo che torna oggi nel santuario dopo due anni di stop e la versione ridotta dell’anno scorso a causa della pandemia. Ieri non ha potuto partecipare al convegno Alfredo Di Pasquale, il centenario di Bisenti reduce del massacro di Selenyj Jar, l’ultimo rimasto in vita nella nostra provincia, che potrebbe essere oggi sul palco d’onore della sfilata.
Il coraggio degli alpini dei tre battaglioni L’Aquila, Vicenza e Val Cismon che si sacrificarono a Selenyj Yar è stato rievocato dal colonnello del nono reggimento alpini Pietro Piccirilli, dell’editore di libri storici Fulvio Aviani e dall’autore Manuel Grotto. Un momento significativo di ricordo, ma anche di speranza che si fermino tutte le guerre. Un convegno che è stato anche un omaggio alla figura, nelle parole dell’ex presidente nazionale Ana Corrado Perona, del compianto consigliere Ana Cesare Lavizzari, scomparso prematuramente a 51 anni e che non mancava mai all’annuale raduno delle penne nere abruzzesi. «Cesare era un avvocato giuslavorista alpino di Milano, più volte consigliere dell’Ana, ma soprattutto amico di noi alpini di Isola perché non si perdeva un raduno», dice il presidente del gruppo Ana Isola Giulio Ciarelli, «era molto legato alle penne nere perché nipote di Manfredo Lavizzari, il colonnello comandante del nono reggimento alpini in Russia che morì in prigionia come tanti connazionali per scarse condizioni igieniche, per il freddo e per la fame e aveva lavorato, insieme al papà anch’egli avvocato, nello studio di Peppino Prisco, ex presidente dell’Inter, ma soprattutto tenente del battaglione L’Aquila e uno dei tre ufficiali sopravvissuti a Selenyj Jar. Lo ricordiamo con stima e gratitudine per aver sempre portato avanti i valori alpini, ma soprattutto il ricordo, la testimonianza, l’insegnamento e per essere legato alla nostra terra. Venerdì sera abbiamo ricordato con il concerto dei cori alpini anche il grande Francesco Sfrattoni», prosegue Ciarelli, «il nostro compianto capogruppo fino al 2021 il cui figlio Giacomo ha fondato il nostro coro alpino “Stella del Gran Sasso”.
Fervono, intanto, gli ultimi preparativi per la sfilata di oggi, che dalle 9 si snoderà per le vie di Isolae e terminerà con la messa al santuario. Un ritorno atteso da tutti dopo tre anni di stop che Ciarelli definisce «una grande emozione e una grande soddisfazione per una manifestazione molto sentita in Abruzzo. C’è un legame speciale con San Gabriele e il santuario», conclude, «un luogo che ha contribuito a rendere unico il nostro raduno».
Ieri il presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero ha deposto corone di alloro sia al monumento ai caduti di Selenyj Jar – l’unico in Italia dedicato alla battaglia – dinanzi alla Casa degli alpini a Teramo, sia al monumento ai caduti nel centro di Isola.
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