Alpini pronti a celebrare i 90 anni del gruppo cittadino

Nel 2020 a Teramo ci sarà un grande raduno e verrà realizzato un monumento dedicato ai caduti di Russia. Intanto Di Carlo è entrato nel consiglio nazionale
TERAMO. Sarà un 2020 speciale quello degli alpini di Teramo, che celebreranno in grande stile i 90 anni dalla fondazione del gruppo cittadino dell’associazione nazionale (Ana), nato nel 1930. Lo faranno organizzando un raduno di tre giorni che vedrà confluire in città penne nere da tutta Italia e innalzando un monumento agli alpini, che sarà il primo eretto a Teramo.
Il raduno si svolgerà certamente nell’ottobre dell’anno prossimo, non è ancora deciso in quale fine settimana. Mancano 16 mesi, ma l’organizzazione è già partita perché l’evento sarà di grandi dimensioni e ricco di appuntamenti. Il capogruppo Tonino Di Carlo, che è appena stato eletto nel consiglio nazionale dell’Ana (la provincia di Teramo non aveva mai avuto prima un consigliere nazionale), punta a far coincidere il 90° del gruppo cittadino (circa 150 soci) con il 91° raduno della sezione Abruzzi (che conta circa diecimila soci). Anche non dovesse riuscirci, a Teramo in quei giorni arriveranno migliaia di penne nere da tutta Italia.
Alcuni appuntamenti della manifestazione sono già certi: intanto la tradizionale sfilata per le vie cittadine che, la domenica mattina, chiuderà il raduno, e a cui sarà abbinata la cerimonia di gemellaggio tra il gruppo alpini di Teramo e quello di Polaveno (Brescia). E poi, nei giorni precedenti: una sfida di calcio al vecchio Comunale tra alpini veneti e abruzzesi; la presentazione di un libro (in fase di redazione) sui 90 anni del gruppo teramano; l’allestimento di tende militari con esposizione di mezzi nel parco fluviale a cura degli alpini in servizio del 9° Reggimento di stanza all’Aquila; un concerto di cori alpini; mongolfiere e fuochi d’artificio tricolori; una mostra e un convegno sul sacrificio del battaglione alpini L’Aquila nella campagna di Russia. Proprio questo tema, ovvero la battaglia divampata tra la fine del 1942 e l’inizio del 1943 nel “quadrivio insanguinato” di Selenyj Yar, sarà il leit motiv del raduno, visto che nel secondo giorno (il sabato) vi sarà la solenne inaugurazione di un monumento agli alpini teramani caduti in quello scontro. «Lo realizzeremo con fondi raccolti da noi», dice Di Carlo, «nell’area verde di fronte alla nostra sede, in viale Cavour. Sarà un monumento che ricorderà visivamente il quadrivio della battaglia e sulla base apporremo tutti i nomi dei 150 alpini teramani del battaglione L’Aquila morti laggiù, ritrovati dopo una certosina ricerca. Il nostro intento è anche quello di realizzare, intorno al monumento, una sorta di Parco delle rimembranze». L’opera non sarà la sola bella eredità lasciata alla città dal raduno. Le penne nere, d’accordo con il Comune, effettueranno in quei giorni un intervento di pubblica utilità ancora da definire.
Il gruppo di Teramo lancerà l’evento del 2020 il prossimo 2 novembre con un concerto di cori alpini previsto nella sala polifunzionale e dedicato alla memoria del maresciallo Gaetano Uccello, da poco scomparso. A più breve scadenza (19-24 agosto) è previsto il terzo campo di protezione civile per ragazzi: una settimana in cui si spengono gli smartphone e s’impara dalle penne nere come rendersi utili.
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