Alt al nuovo ospedale della costa «Spesa alta e troppo personale»

Lo studio di fattibilità prevede un costo di realizzazione di 139 milioni e un impiego di 1.104 dipendenti «Nell’assetto a due presìdi quelli di Teramo e Giulianova sarebbero solo quarto e quinto in regione»
TERAMO. L’ospedale della costa si può fare, ma relegherebbe la sanità teramana in posizioni di retroguardia rispetto al resto della sanità abruzzese e farebbe spendere di più.
E’ l’estrema sintesi dello studio di prefattibilità commissionato dal direttore generale Roberto Fagnano dopo le prese di posizione del consiglio comunale giuliese e di alcuni sindaci della costa a favore della costruzione di un ospedale di primo livello a Giulianova.
La premessa è che in base agli standard di legge il fabbisogno è di 900 posti letto per acuti. Pertanto lasciando due presidi per acuti a Teramo e Giulianova (al posto dell’alrtra ipotesi, cioè l’ospedale unico per acuti) il totale del fabbisogno dovrebbe essere suddiviso fra i due. In base alle tendenze demografiche, immaginando una popolazione di circa 315mila abitanti, l’ospedale della costa dovrebbe avere circa 380 posti letto. E facendo riferimento alle attivitàspecialistiche presenti nei tre presidi, la superficie del nuovo ospedale dovrebbe essere di 56mila metri quadri.
Ovviamente l’ospedale sarà passo con gli attuali standard di qualità dell'edilizia sanitaria in Italia, con l’utilizzo di fonti rinnovabili e tenendo conto dell'efficientamento energetico. In base a tutti questi parametri il costo della nuova struttura è stimato in 139.807.393 euro. Fondi da trovare nel modo classico – meno probabile vista la ridotta disponibilità di risorse – oppure con attraverso forme di partenariato pubblico-privato. In particolare si ipotizzerebbe la realizzazione cosiddetta “chiavi in mano”. In questo caso la durata della concessione sarebbe indicativamente di 19 anni e 39 milioni circa sarebbero di finanziamenti regionali e cofinanziamenti, 19 e rotti di compartecipazione della stessa Asl, 68 di finanziamento bancario e 12 di finanziamento Iva. Per la disponibilità dell'opera la Asl dovrebbe pagare al concessionario 12.792.000 euro.
Il nuovo ospedale avrebbe diverse specialistiche (dalla cardiologia alla chirurgia generale, dalla geriatria alla medicina generale, alla psichiatria, all’Utic, all’otorino e ortopedia, solo per citarne alcune) e 330 posti ordinari e 50 diurni. Per quanto riguarda il blocco operatorio il corretto dimensionamento, in base a un’apposito studio, sembra essere di 7 sale operatorie per l'attività di elezione e 2 per l'urgenza.
L’ospedale della costa, secondo quanto previsto dallo studio della Asl, non farebbe risparmiare sul personale, anzi. La necessità sarebbe di 1.104 unità, 49 in più della somma di tutte quelle impiegate attualmente a Giulianova, Atri e Sant’Omero.
«Allo stato attuale i presidi ospedalieri della Asl di Teramo non rappresentano ospedali di riferimento a livello regionale per produzione e volumi di attività», si legge nello studio, «il nuovo presidio di Giulianova, anche considerando un plausibile recupero di mobilità passiva, non potrà rappresentare uno degli ospedale di riferimento regionale per la concentrazione della casistica e volumi trattati.La provincia di Teramo rinuncerà così ad un ruolo di primo piano nell'offerta ospedaliera regionale collocandosi al quarto e al quinto posto in regione per volumi». Secondo le proiezioni della Asl, ruolo primario lo avrebbero l’ospedale di Pescara, quello dell’Aquila e quello di Chieti. I presidi di Teramo e Giulianova sarebbero assimilabili più o meno a quello di Avezzano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

