Altolà alla Patrimonio sul piano di risanamento

27 Marzo 2021

La giunta convoca d’urgenza l’assemblea della società e chiede entro 15 giorni il documento da approvare in consiglio. Finora tre piani sono stati bocciati

GIULIANOVA. La giunta comunale estrae il cartellino giallo nei confronti della Giulianova Patrimonio in relazione al piano di risanamento che la municipalizzata avrebbe dovuto produrre subito dopo l’approvazione “con riserva” del bilancio 2019. Il documento contabile è stato licenziato dall’assemblea (socio unico il Comune di Giulianova) nello scorso mese di agosto con l’impegno della tempestiva presentazione di un piano di risanamento da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale. Un obbligo normativo in aderenza a quanto previsto dalla legge Madia che obbliga, per le aziende partecipate che abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi, la presentazione di un “credibile” piano di risanamento in grado di riportare all’interno dell’azienda una migliore condizione gestionale e di redditività. Dalle evidenze viene alla luce che la Giulianova Patrimonio, dal 2017 al 2019 compresi, ha accumulato perdite per circa 805mila euro (di cui 290.128 euro nel 2017, 147.936 euro nel 2018 e 367.876 euro nel 2019) e pare che anche il 2020 sia in linea con il trend negativo. A fronte degli obblighi derivanti dalla legge Madia sono stati rimessi all’ente ben tre piani di risanamento, di cui uno dalla precedente gestione, che però non sono stati accolti positivamente dagli organi di controllo del Comune. A sette mesi dall’approvazione del bilancio la giunta ha ritenuto doveroso e opportuno stringere i tempi in merito all’acquisizione di un’adeguata proposta e così, con apposita delibera, ha messo nero su bianco. L’esecutivo ha dato mandato al sindaco di chiedere la convocazione urgente dell’assemblea societaria «per fare il punto sullo stato di avanzamento della redazione del piano di risanamento e diffidare la società, nel caso necessario, a provvedere, nel termine di 15 giorni dall’assemblea, ad adottare e trasmettere al Comune di Giulianova il piano di risanamento ai sensi di legge».
Una vera e propria messa in mora che potrebbe avere delle ripercussioni anche politiche. Nella delibera viene precisato che il piano di risanamento deve essere “ricevibile” e contenere alcuni punti chiarificatori quali le ragioni della crisi societaria, l’indicazione esatta della situazione patrimoniale, economica, finanziaria, organizzativa e di mercato in cui si trova la società, l’individuazione dei punti di forza e di debolezza dell’azienda, la descrizione degli obiettivi e dei risultati che si intendono perseguire, l’elenco dei parametri che consentono di monitorare l’evoluzione della situazione, l’esposizione delle misure da attuare, la descrizione dettagliata degli atti delle garanzie e dei pagamenti da esimere.
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