Altra mega discarica sulla Teramo-mare

Al vaglio della Regione il progetto di una ditta di Brescia, prevista una capienza per un milione di metri cubi di rifiuti
NOTARESCO . Una nuova discarica per un milione di metri cubi di rifiuti a Grasciano. È quanto prevede il progetto presentato dalla Green Management Srl per l’area collinare a ridosso dell’impianto di stoccaggio e trattamento del pattume dell’ex Cirsu, il consorzio che raggruppava comuni costieri e del primo entroterra. Lo studio di fattibilità dell’intervento è al vaglio della Regione per il procedimento di autorizzazione ambientale che coinvolge anche Comune di Notaresco, Provincia e altri enti chiamati a valutare le carte in un’apposita conferenza dei servizi. Il nulla osta definitivo sbloccherà così un investimento da quasi 14,5 milioni tramite cui la società proponente, che ha sede a Brescia, trasformerà ulteriormente il versante della vallata del Tordino a ridosso della Teramo-mare e dove c’è anche lo stabilimento di Aran Cucine.
Il tipo di imPianto
Lo spazio si estende per oltre 140mila metri quadri, di cui 45.250 saranno riservati all’invaso al quale si affiancheranno strutture di servizio e viabilità interna per uno sviluppo complessivo di 82.500 metri quadrati. La discarica, secondo la relazione che accompagna il progetto firmato dalla Ingenius Srl dell’aquilano Riccardo Zingarelli, sarà destinata a «rifiuti speciali non pericolosi e non putrescibili provenienti da attività industriali, commerciali e artigianali». L’impianto, dunque, non riceverà materiale degradabile, come scarti alimentari e altro pattume domestico, per cui non sarà dotato di un sistema di recupero dei biogas prodotti dalla frazione organica. Avrà invece una «barriera geologica» per evitare l’inquinamento del suolo e delle acque di falda dovuto a eventuali infiltrazioni del percolato.
MISURE ANTINQUINAMENTO
I liquami derivanti dallo stoccaggio del pattume verranno recuperati attraverso una specifica rete, separata da quella per le acque meteoriche, conservati in un serbatoio e successivamente smaltiti. Il percolato verrà prelevato, stando al progetto, almeno per 30 anni successivi alla chiusura dell’impianto. La discarica sarà “a fossa” con la quasi totalità del deposito dei rifiuti nella parte scavata. La capienza è distribuita in quattro lotti per l’invaso che mira ad avere un’utenza regionale ma anche da fuori Abruzzo. Le stime indicano un conferimento medio annuo di 75mila tonnellate, per cui la vita operativa dell’impianto è calcolata in 13 anni. Allo spirare del termine partirà la bonifica. Questa si articolerà nella sigillatura del pattume con una guaina impermeabile e con la ricostruzione in superficie di un ampio spazio alberato.
Il RIPRISTINO AMBIENTALE
Il verde servirà a mitigare l’impatto visivo della discarica anche nella fase di esercizio. Lungo il perimetro, infatti, sarà posizionata una recinzione con alberi e contrafforti erbosi che chiuderanno la visuale verso l’interno. Per il ripristino ambientale dell’area sarà usata una parte del terreno rimosso per lo scavo. Ne saranno prelevati circa 700mila metri cubi, di cui 500mila verranno reimpiegati nel sito. L’ingresso principale all’impianto sarà nella parte bassa di via Cantalupo e via Belvedere attraverso una strada interpoderale già utilizzata dal Cirsu e per la quale la Green Management ha chiesto il ripristino della servitù di passaggio. Un accesso secondario sarà nella zona alta della collina. L’impianto avrà anche una centralina di rilevazione meteo.
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