Altre tre vittime e 19 positivi Zona rossa: tamponi da ripetere

9 Aprile 2020

Accertamenti anche sulla morte di un 76enne di Montorio che per ora è un caso di sospetto Covid Il sindaco di Bisenti: «Molti test vanno rifatti, ma nessuno ha avvertito gli interessati di stare isolati»

TERAMO. Nuovi lutti e tamponi da rifare a Bisenti, uno dei centri della zona rossa della Val Fino. Il bollettino di un’altra giornata di emergenza coronavirus parla ancora di vittime. Il tributo pagato al Covid-19 ieri è stato di tre vite: è morto un 92enne di Poggio San Vittorino, una donna di 82 anni di Giulianova e un uomo di 91 che proveniva dalla casa di riposo di Isola, ricoverati ad Atri. Un altro uomo di Montorio di 76 anni, deceduto sempre ad Atri, era un caso di sospetto Covid e nelle prossime ore sarà confermata la causa della morte. Le tre vittimeportano a 44 il numero dei morti teramani per Covid.
I pazienti ricoverati nei reparti Covid di Teramo e Atri sono 85, a cui vanno sommati gli 11 nelle due Rianimazioni Covid. Ieri tre pazienti sono stati dimessi perché clinicamente guariti e uno perché ormai in via di guarigione, senza più sintomi. In isolamento domiciliare ci sono 381 positivi. I nuovi casi in provincia di Teramo sono 19: di questi 2 a Pineto dove il numero complessivo dei positivi a 42.
Tamponi da rifare a Bisenti, uno dei Comuni della zona rossa della Val Fino, dove nei giorni scorsi ne sono stati eseguiti 114 tra cui anche quello al primo cittadino Enzino De Febiis che dice: «Io non voglio fare polemiche perché questo non è il momento delle polemiche, ma sicuramente voglio porre domande. Dalla Asl mi hanno detto che molti test, soprattutto quelli sugli asintomatici, sono risultati dubbi e che quindi vanno ripetuti, Ma hanno aggiunto che, in attesa di fare chiarezza, quelli che sono stati sottoposti a test risultati dubbi dovrebbero essere isolati proprio perché potrebbero essere positivi. Ma nessuno di questi è stato avvisato e così ci sono persone che continuano ad uscire, magari per fare la spesa o per lavorare, che potrebbero essere positivi. Eppure noi del Comune abbiamo fornito alla Asl tutti i riferimenti per contattarli: dai numeri di telefono a quello dei medici di base di riferimento. Devo dire che assisto a uno scollamento tra alcuni settori che poi ha notevoli ripercussioni. Come in questo caso. Ora spettiamo che vengano fatti i nuovi esami e che i risultati arrivino in tempi rapidi».E i risultati dei test fatti nei giorni scorsi sono attesi anche a Castilenti, in particolar modo quelli eseguiti tra i pazienti e gli operatori sanitari della locale Rsa, complessivamente 85 persone. Un controllo disposto dopo che nei giorni scorsi c’è stata la morte di un anziano paziente. Nel paese ci sono 38 positivi e un centinaio di persone in quarantena. Duecento i tamponi fatti. «Di appelli ne sto facendo tanti», ripete il primo cittadino, «ma spesso cadono nel vuoto. Seriamo che i risultati arrivino presto, soprattutto quelli per la Rsa».
E il primo cittadino di Castilenti torna a lanciare nuovamente un appello per avere un presidio della Protezione civile nazionale.«Con i 38 positivi ci sono cento persone in quarantena», dice Giuliani, «la quotidianità è difficile. Comincio ad avere problemi anche per consegnare cibo e farmaci a domicilio», dice, «abbiamo i volontari della Protezione civile che stanno facendo miracoli ma i numeri sono quelli che sono. Per questo chiedo che a Castilenti ci sia l’intervento della Protezione civile nazionale, ci sia un presidio fisso che possa darci un mano proprio partendo dalla distribuzione quotidiana di alimenti e farmaci». Resta stazionario a 74 il numero dei contagiati a Castiglione Messer Raimondo, il centro della zona rossa che ha avuto il più alto numero di vittime da Covid-19: 14. Tra i contagiati anche il sindaco Vincenzo D’Ercole che ha finito il periodo di quarantena e ieri è stato sottoposto al secondo tampone di controllo. «Aspetto i risultati», dice, «e poi dovrò farne un terzo».
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