Altri due giorni di sciopero alla Team

Sono stati indetti dai sindacati per settembre. L’azienda invia un esposto al Garante per l’astensione dal lavoro a luglio
TERAMO. Si inaspriscono i toni tra i sindacati e la Team visto che l’incontro avvenuto ieri dinanzi al prefetto si è concluso con la proclamazione di altri due giornate di sciopero e un esposto dell’azienda contro i sindacati all’Autorità nazionale di garanzia sullo sciopero. L’incontro voluto dai sindacati (Cgil, Cisl Uil e Fiadel) fa seguito allo sciopero dell’8 luglio scorso al quale aderì la totalità dei dipendenti della Teramo Ambiente e che mise in ginocchio la città intrappolata dai rifiuti nel bel mezzo della Coppa Interamnia.
A quello sciopero, non è seguita una convocazione da parte dell’azienda per discutere dei problemi sul tavolo sorti col nuovo calendario del porta a porta: mancata condivisione delle modifiche del nuovo orario di lavoro (da sperimentale a definitivo), discussione dei carichi di lavoro estremizzati dai nuovi circuiti di raccolta, mancata condivisione del piano ferie e problemi del parco automezzi che rallentano lo svolgimento dei servizi. Di diverso avviso l’amministratore delegato della municipalizzata Luca Ranalli, che già in una lettera diffusa alla vigilia dell’incontro ha rappresentato al prefetto come i vertici dell’azienda non si siano mai sottratti al confronto nonostante i tempi repentini visto che la richiesta fu formulata nel bel mezzo della trattativa sulle 46 unità in esubero. L’azienda secondo Ranalli, ha risposto comunque, convocando in le sigle sindacali, ma all’incontro si è presentato solo un membro delle Rsu aderente alla Uil. I sindacati dal canto loro sostengono che la risposta dell’azienda è avvenuta “fuori tempo massimo” e hanno fatto leva sul ritardo per proclamare lo sciopero. Una forzatura secondo l’amministratore delegato che in questa rigidità ha ravvisato anche i margini per mettere in dubbio la legittimità di quello sciopero tanto da presentarsi a sorpresa dal prefetto con un esposto all’autorità garante dello sciopero a firma del presidente Pietro Bozzelli.
Nel documento la Team chiede alla Commissione di valutare i comportamento dei sindacati che «hanno proclamato lo sciopero in violazione dei principi di correttezza e buona fede e dell’accordo sulle procedure di raffreddamento. Secondo Amedeo Marcattili della Cgil e Fabio Benintendi della Cisl «l’esposto è stato un gesto che ha dimostrato ancora una volta la totale chiusura dell’azienda a dialogare delle questioni sul tavolo».
«Una richiesta bizzarra», ha detto Benintedi, «se si considera che la stessa autorità a cui l’azienda ha invitato l’esposto è quella che ha autorizzato lo sciopero». Sin qui il pregresso, poi al tavolo del prefetto i sindacati hanno rilanciato i temi del confronto. Temi sui quali l’amministratore delegato della Team si è detto disponibile a un incontro per il 30 settembre. «Troppo tardi» per i sindacati che hanno indetti altri due giorni di sciopero a settembre visto che in estate non è consentita l’interruzione del pubblico servizio.
«Lo sciopero precedente», ha detto Marcattili, «ha registrato un’adesione del 100%, segno che le problematiche per i lavoratori sono sentite e le soluzioni non possono attendere. Di fronte a questa chiusura non possiamo far altro che scioperare ancora e questa volta i cittadini sapranno a chi dare la colpa».
«L’azienda è sempre stata disponibile al confronto», ha replicato Ranalli «lo è stata durante la vertenza recependo dai sindacati l’input di non toccare i livelli, ma anche di non ridurre i superminimi e di non estendere a tutti il contratto di solidarietà. L’azienda resta disponibile a parlare di alcuni temi ma ho ritenuto non prima del 30 settembre poiché per valutare le scelte dell’efficienza del servizio non è opportuno farlo in estate quando le scuole sono chiuse e la città semi-vuota, ma aspettare almeno settembre quando la raccolta è a pieno regime».
Per Marcattilj sono motivi ingiustificati: «Ad esempio per l’orario flessibile il contratto prevede solo due mesi, invece l’azienda lo ha applicato tre mesi prima dell’introduzione del nuovo calendario, segno che le due cose sono slegate». Un rimpallo di accuse che allontana nuovamente l’azienda dai lavoratori e a farne le spese saranno di nuovo i cittadini e il decoro della città con due nuove giornate di sciopero.
Marianna De Troia
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