Altri sgomberi in città, fuori 39 famiglie

Finora 187 ordinanze, bollettino di guerra per le case dell’Ater. Salta il mercato settimanale
TERAMO. Sale a 187 il totale delle ordinanze di sgombero per inagibilità di edifici privati a Teramo. Ieri è stata disposta l'evacuazione di trentanove famiglie da una palazzina Ater in via Giovanni XXIII, al civico 26, di Colleatterrato basso. Il provvedimento allunga la lista delle case popolari rese inabitabili dal sisma di domenica scorsa.
Il bilancio, presentato ieri dall'amministratore unico dell'Ater Armando Rampini al governatore Luciano D'Alfonso, indica sgomberi anche a Cermignano, Civitella, Colledara, Cortino e Valle Castellana. Finora i tecnici dell'azienda che gestiscono le case popolari hanno controllato 98 edifici che ospitano 1.178 alloggi. Sul sito internet dell'Ater è segnalato un numero telefonico attivo 24 ore su 24 per comunicare eventuali emergenze. Altre inagibilità dichiarate ieri dal Comune riguardano edifici in viale Bovio e nelle frazioni di Garrano, Mezzanotte e Valle San Giovanni. E' stata disposta la chiusura, inoltre, di due negozi al piano terra di palazzo Cerulli, lungo l'omonimo corso, che era risultato inagibile già da ieri sera. Gravi lesioni sono state riscontrate anche nel castello Della Monica che allunga la lista dei beni artistici e monumentali colpiti dall'ultimo sciame sismico. Dopo lo sgombero del Palazzo della sanità in piazza Martiri Pennesi, la sede dell'Arta è stata trasferita, sempre su disposizione di Brucchi che ieri ha incontrato il direttore dell'agenzia regionale Mauro Campanella nei locali dell'ex parco della scienza. Domani non si terrà il consueto mercato settimanale in centro storico. Le verifiche in corso su vari edifici della zona non consentono l'installazione dei banchi. Nei prossimi giorni sarà definita la data per il recupero del mercato annullato e se sarà necessario, l'amministrazione individuerà un'area alternativa dove allestirlo anche in futuro. (g.d.m.)
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