Altro bancomat esploso, ma niente bottino

24 Agosto 2017

La banda dell’acetilene fa saltare lo sportello della filiale Tercas e fugge lasciando sul posto ventimila euro

MOSCIANO. Una tregua di poco meno di un mese. E poi di nuovo in azione sulle strade teramane, a far saltare bancomat e mettere insieme bottini. Anche se non sempre tutto fila liscio. Così come molto probabilmente è successo la notte scorsa ai banditi che hanno assaltato il bancomat Tercas, oggi Banca Popolare di Bari, di Mosciano stazione.
Dopo aver fatto saltare lo sportello con l’ormai consueta carica di acetilene e aver letteralmente squarciato il bancomat sono fuggiti senza portare via niente, lasciando ventimila euro all’interno dei piccoli contenitori. Molto probabilmente sono stati messi in fuga dall’arrivo di qualcuno e quindi hanno dovuto per forza abbandonare il bottino. Oltre alle banconote hanno lasciato danni e distruzione: l’esplosione, infatti, anche questa volta ha fatto saltare vetri e porte, divelto finestre e messo fuori ogni impianto. Il tutto corredato da un gran boato. Sul posto i carabinieri della compagnia di Giulianova, unitamente a quelli di Mosciano, per il compito di ricostruire la dinamica. Che, almeno per il momento, si srotola nelle immagini catturate da un sistema di videosorveglianza: nei fotogrammi si intravedono cinque persone che arrivano su una macchina di grossa cilindrata e, tutti con il volto coperto, si muovono rispettando un copione che molto probabilmente è stato già recitato altre volte. Perche è evidente che si tratti di una banda di professionisti, molto probabilmente proveniente da fuori regione. E che, vista la vicinanza dei locali con il casello autostradale dell’A14, potrebbe già aver lasciato il territorio teramano. Quello della scorsa notte a Mosciano è il dodicesimo colpo della serie, cioè di quelli effettuati utilizzando il gas acetilene, compiuto nel Teramano a partire dallo scorso dicembre. Ed è il diciottesimo in provincia nello stesso periodo se si contano anche i bancomat divelti con altri metodi, come le spaccate. Quasi tutti i bancomat fatti esplodere sono delle filiali della Tercas probabilmente perché sono di un tipo che i banditi riescono più facilmente a riempire di acetilene. L’ultimo colpo è quello messo a segno a fine luglio a Sant’Omero quando, sempre con la stessa tecnica dell’esplosione, i malviventi hanno divelto il bancomat di una filiale Tercas portando via un bottino di circa 12mila euro. Anche allora la deflagrazione squarciò la cassaforte, distruggendo al tempo stesso sia le mura che l’accesso alla banca. Anche allora in cinque e con il volto coperto da un passamontagna.
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