Ambiente, sicurezza e cultura: via al piano di “città intelligente”

La giunta vara il progetto da 8.2 milioni di euro per sviluppare reti di controllo e tutela del territorio Dati su qualità di aria e acqua e sul rischio incendi: sensori per ridurre i consumi energetici negli edifici
TERAMO . Controlli sulla qualità dell’aria e dell’acqua, ma anche prevenzione di incendi e alluvioni e risparmio energetico. C’è questo, riassunto per sommi capi, nel progetto di “smart city”, la città intelligente, messo a punto dall’amministrazione comunale. La giunta ha dato il via libera a un pacchetto di interventi che, attraverso tecnologie digitali, è destinato a fornire un monitoraggio costante di parametri “vitali” urbani. Si tratta di un piano ambizioso, che mette in rete le attrezzature di rilevamento già esistenti, potenziandole e ampliandole con un investimento da 8,2 milioni di euro. Con il provvedimento appena approvato su proposta degli assessori Stefania Di Padova (urbanistica) e Martina Maranella (ambiente) l’amministrazione ha incaricato i tecnici dell’ente di avviare la richiesta di finanziamento tramite il fondo complementare del Pnrr per i crateri sismici del 2009 e 2016 gestito dal commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini.
LE LINEE D’INTERVENTO
La “città intelligente” esprimerà le proprie potenzialità in diversi ambiti, alcuni dei quali particolarmente attuali alla luce delle recenti emergenze. Al classico controllo della qualità dell’aria, in parte già attuato tramite le centraline posizionate sul territorio, si aggiungerà un sistema di sorveglianza per incendi, precipitazioni piovose e qualità dell’acqua, nonché un meccanismo di pieno sfruttamento delle energie rinnovabili tramite pannelli solari e fotovoltaici. Il piano, in questo caso tramite telecamere, raccoglierà e svilupperà dati sulla sicurezza in città, sull’andamento di traffico e sosta, ma anche sul patrimonio culturale da catalogare e riprodurre in chiave digitale per favorire la promozione del territorio. Un aspetto particolare è legato allo “smart building” che attraverso sensori e altre attrezzature mira ad automatizzare gli impianti negli edifici pubblici e privati, innescando una progressiva riduzione dei consumi energetici con conseguenti risparmi sulle bollette. Altro fronte d’intervento è quello della coesione sociale che presuppone lo sviluppo in chiave digitale di servizi e forme di sostegno alle fasce deboli della popolazione.
LE PROSPETTIVE
«La smart city è, in definitiva, una città che gestisce le risorse in modo intelligente», afferma la giunta nell’atto che dà il via libera al piano «mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, ed è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini». Lo scopo, dunque, non è di applicare un controllo a tappeto in stile “grande fratello”, ma come spiega Maranella «di acquisire maggiore consapevolezza e avere una fotografia reale della città».
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