Ambulatori di base, 40 lavoratori a rischio per il taglio delle spese

22 Settembre 2021

La Asl vuole ridurre il compenso dei medici e delle coop che gestiscono infermieri e amministrativi nelle strutture Uccp e Ncpi di Teramo, Sant’Egidio, Montorio, Mosciano e Villa Rosa di Martinsicuro

TERAMO. È un altro chiaro segnale delle difficoltà economiche che vive la Asl di Teramo. L’azienda sanitaria vuole ridurre i costi dei cinque ambulatori di base Uccp (Unità complesse di cure primarie) e Ncpi (Nuclei di cure primari integrati), tagliando innanzitutto il compenso dei medici di medicina generale, ma spingendosi fino all’ipotesi di riprendere la gestione diretta del personale infermieristico e amministrativo, mettendo quindi da parte le cooperative. Il timore, tra il personale interessato, è che 40 lavoratori siano a rischio licenziamento nelle strutture di Teramo, Sant’Egidio, Montorio, Mosciano e Villa Rosa di Martinsicuro.
La nuova proposta di accordo inviata dalla Asl alle associazioni sindacali è stata rispedita al mittente segnalando «numerose criticità sotto un profilo preliminare di metodo e nel merito», come si legge nella nota di risposta di una delle sigle interessante, la Fimmg, che scrive: «Pur comprendendo la volontà dell’ente di ridurre la spesa sanitaria, non si condivide la scelta di operare dei tagli sulle Uccp, un istituto che tanto ha saputo dare in termini di assistenza alla popolazione e che costituirà la base sulla quale costruire la assistenza sanitaria territoriale del prossimo decennio».
Ancora più dura è la circolare interna della Cooperativa dei medici di medicina generale di Teramo, che gestisce per il 50% il personale della Uccp di Teramo e per il 100% quello di Mosciano, Villa Rosa e Sant’Egidio, che scrive ai propri lavoratori: «La Asl di Teramo ha intenzione di fornire in forma diretta il personale di supporto nelle strutture Uccp e Ncpi. Tale iniziativa ci ha lasciato esterrefatti e allibiti. Sarà nostra cura seguirla nel merito e mettere in atto tutte le iniziative possibili a vostra tutela».
Ma i vertici dell’azienda sanitaria hanno deciso di prendere posizione pubblicamente per difendersi. «Non accettiamo strumentalizzazioni, non c’è nessuna volontà di ridimensionare le Uccp, ma anzi di rilanciarle», dice il direttore sanitario della Asl Maurizio Brucchi, secondo cui «non c’è nessun taglio e nessun licenziamento previsto, ma i costi vanno rivisti». Quindi sul compenso dei medici: «C’è una quota fissa e una variabile. Quest’ultima era una sorta di incentivo per far partire le Uccp, ora abbiamo proposto di rivederla». Aggiunge sulla questione del personale di supporto il direttore generale Maurizio Di Giosia: «Infermieri e amministrativi delle Uccp ci costano quasi 1,5 milioni di euro. Se fossero nostri dipendenti, ci costerebbero 500mila euro di meno. Questo non è più possibile, anche in ottica di eventuali controlli. Per questo abbiamo chiesto di rivedere i costi delle cooperative, altrimenti di prendere la gestione diretta del personale».
Secondo i suoi vertici, inoltre, la Asl si sarebbe anche resa disponibile a mantenere al lavoro i dipendenti anche attraverso una società interinale.
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