Ammanchi alla Bnl, è indagata l’impiegata fuggita e ritrovata

La teramana di 54 anni è accusata di appropriazione indebita, la procura conta sedici parti offese Le indagini sono scattate dopo la denuncia di banca e correntisti, spariti circa 300mila euro
TERAMO. E’ il nome della bancaria teramana sparita da casa e ritrovata dopo qualche giorno quello che il pm Stefano Giovagnoni iscrive nel registro degli indagati.
L’inchiesta sui presunti ammanchi segnalati in alcuni conti correnti della filiale Bnl di piazza Orsini (dove la donna era impiegata all’epoca dei fatti) fa un passo avanti: nel fascicolo aperto sia sulla base della denuncia contro ignoti presentata dalla stessa banca sia sulle denunce-querele di vari correntisti è indagata la 54enne impiegata Tiziana Balducci, che nel novembre dell’anno scorso si era allontanata da casa dopo che nell’istituto bancario c’erano state delle ispezioni proprio per accertare degli ammanchi. Il magistrato le contesta l’ipotesi di reato di appropriazione indebita aggravata in continuazione. Negli atti fin qui messi insieme la procura individua 16 parti offese, ovvero correntisti che sostengono di essersi ritrovati negli anni con i conti svuotati e che sostengono di essersi rapportati tutti con la Balducci nelle varie operazioni fatte. Accuse formalizzate nelle denunce ma che dovranno essere tutte provate in un eventuale procedimento. Per ora l’autorità giudiziaria non ha ancora quantificato l’ammontare complessiva della presunta appropriazione indebita che sfiorerebbe 300mila euro. Nel primo caso la denuncia è partita da una coppia di pensionati teramani che ha lamentato un ammanco valutato tra i cinquanta e i centomila euro, mentre in un’altra denuncia un’anziana ha raccontato di aver scoperto sul proprio conto corrente di 56mila euro che sin dal 2002 qualcuno avrebbe fatto prelievi e accreditamenti facendo in modo che sul conto rimanesse sempre una piccola somma per tenerlo attivo. Complessivamente una sessantina di operazioni, la più importante delle quali sarebbe stata la sottoscrizione di titoli per un valore di 42mila euro. Ma ci sarebbero state varie operazioni, alcune delle quali molto consistenti, compresi prelievi con due carte bancomat che la pensionata non ha mai chiesto nè posseduto, e l’apertura, sempre a sua insaputa di un libretto di risparmio. Un conto sul quale la donna, è scritto nella denuncia, a parte il versamento iniziale di 77mila euro e un successivo prelievo di 19mila euro per l’acquisto di due polizze assicurative, faceva una sola operazione al mese: depositava la pensione di mille euro che prelevava per vivere. Dopo gli esposti sul caso dei presunti ammanchi era intervenuta anche la direzione generale della Bnl che aveva fatto sapere di essersi mossa subito con un’ispezione interna, di aver presentato la denuncia per appropriazione indebita e di aver avviato un procedimento disciplinare concluso con la sospensione nei confronti di quella dipendente indicata dai clienti che avrebbero subito gli ammanchi come l’impiegata con la quale si rapportavano per la gestione dei conti. (d.p.)
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