Ammanchi sui buoni pasto: il Comune non chiede i danni

16 Gennaio 2021

Tortoreto, la giunta ha revocato la costituzione di parte civile nel procedimento a carico di Guercioni Il rivenditore è riuscito a dimostrare che era l’ente a dovergli dare dei soldi e non il contrario

TORTORETO. Il Comune di Tortoreto si ritira dal procedimento penale contro uno dei due rivenditori dei buoni pasto scolastici finiti nella bufera per il buco da 180mila euro. Nei giorni scorsi, infatti, la giunta del sindaco Domenico Piccioni ha deciso di revocare la costituzione di parte civile del municipio nel procedimento a carico di Emiliano Guercioni, che è ancora sul tavolo del giudice per le udienze preliminari di Teramo che deve decidere se rinviarlo o no a giudizio per peculato.
La vicenda è stata per anni al centro del dibattito, non senza discussioni infuocate: tutto partì con il sindaco che segnalò alle autorità giudiziarie e al consiglio comunale gli ammanchi, poi uno dei due rivenditori trovò l’accordo per il rientro delle somme non versate all’ente, mentre l’altro riuscì a dimostrare di non essere in debito bensì in credito con il Comune, per via della compensazione tra diversi servizi offerti al municipio e per errori nei conteggi. Quest’ultimo è Guercioni che, dopo mesi tesissimi di botta e risposta con atti ufficiali, ottenne la sua rivalsa davanti al giudice di pace, il quale costrinse il Comune con decreto ingiuntivo a versargli circa 4mila euro. Nella nuova delibera la giunta ammette che «il Comune non vanta più alcuna pretesa creditoria di natura restitutoria nei suoi confronti per le causali in argomento» e che «le ragioni giustificative poste a fondamento dell’allora determinazione dell’ente di costituirsi parte civile nel procedimento penale a carico dell’imputato devono ritenersi venute meno o, comunque, fortemente attenuate». Non è detto che non si aprano nuovi contenziosi: nella delibera non si esclude la possibilità di azioni in sede civile.
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