Ammassati in venti in un corridoio per fare i tamponi

TERAMO. Che i servizi sanitari, anche in provincia di Teramo, fatichino a ripartire è sotto gli occhi di tutti. Colpa della pandemia e dei protocolli anti-contagio? Certo, ma non solo. L’impressione...
TERAMO. Che i servizi sanitari, anche in provincia di Teramo, fatichino a ripartire è sotto gli occhi di tutti. Colpa della pandemia e dei protocolli anti-contagio? Certo, ma non solo. L’impressione è che ci sia anche qualche lacuna organizzativa nella gestione dei pazienti. Emblematico il caso che ha scatenato proteste ieri pomeriggio all’ospedale Mazzini. G.C. si è rivolto al Centro segnalando: «Mia moglie doveva fare il tampone e le hanno dato appuntamento alle 14.30. Quando siamo arrivati, davanti a noi c’era una fila di venti persone. E la cosa più grave è che eravamo tutti ammassati in piedi, in un corridoio stretto dove era difficile mantenere il distanziamento».
La protesta è arrivata anche al direttore generale della Asl teramana Maurizio Di Giosia, che – contattato telefonicamente – ha dichiarato: «Sono a venuto a conoscenza di questa situazione, che ovviamente non sta bene a me come non sta bene agli utenti. Affronterò il problema, troveremo una soluzione anche a questo. Come? Ve lo farò sapere il più presto possibile».(d.v.)
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