Amp del Cerrano, De Ascentiis si dimette

PINETO. Non si fa abbastanza per proteggere l’ambiente nell’area marina protetta della Torre di Cerrano. Questo, in estrema sintesi, il motivo per cui Marina De Ascentiis, ambientalista di Pineto...
PINETO. Non si fa abbastanza per proteggere l’ambiente nell’area marina protetta della Torre di Cerrano. Questo, in estrema sintesi, il motivo per cui Marina De Ascentiis, ambientalista di Pineto nominata dalla Regione come componente del consiglio di amministrazione dell’Amp, ha deciso di dimettersi dall’incarico. «Sicuramente tanto è stato fatto in termini di conservazione da quando è nato il parco nel 2010», scrive De Ascentiis in una nota, ma ci sono ancora molti problemi e contraddizzioni. «Tante bandierine veleggiano sullo specchio del mare», continua l’ambientalista, «troppe reti, pochi controlli. Tanti tavoli in pineta nei fine settimana, pochi controlli. Le vongolare all’alba sconfinano nel parco, nessuno vede». Sulla spiaggia le cose sono ancora più complesse, sostiene, «le amministrazioni vogliono una spiaggia linda e pinta, tanto che due anni fa, le ruspe sono arrivate anche in zona B». Poi, il 10 giugno scorso «ben due ruspe sono entrate in opera sulla spiaggia e hanno letteralmente arato la zona C1 e parte della zona B ricadenti nel comune di Pineto, in modo inspiegabile, anche perché ci troviamo nel periodo di nidificazione del fratino. Al contrario con piacere interdicono una zona allo stazionamento in zona B. Cosa è successo? Perché? Si disfa da un lato e si sistema nell’altro. Perché non si riesce a far comprendere l’idea che lo spiaggiato, legnetti e canne, in quantità non abnormi come a seguito di alluvioni, sono un aspetto naturale gradito da molti e anche dal piccolo uccello trampoliere che proprio sulla sabbia tra quei legnetti deposita le sue minuscole uova? Ci sono masse di turisti che arrivano qui da lontano per godere di questa naturalità!» Secondo De Ascentiis, inoltre, manca «una figura con competenze scientifiche tra il personale dell’Amp e tra il personale dei comuni di Silvi e Pineto: questo determina la mancanza di direttive volte a tutelare le specie e gli habitat protetti e porta allo scempio che abbiamo visto qualche giorno fa con le ruspe in azione nelle zone di nidificazione del Fratino».

