Anagrafe aperta a singhiozzo a Sant’Omero

C’è un unico addetto, quando è in ferie le carte d’identità devono essere richieste ai Comuni vicini
SANT’OMERO. Un po’ aperto, un po’ chiuso. L’ufficio anagrafe del Comune di Sant’Omero lavora a singhiozzo per consentire le ferie dell’unico addetto. Per questo è accaduto che chi doveva fare ex novo o rinnovare una carta d’identità ha dovuto desistere, oppure ne ha chiesto l’emissione a un altro Comune vicino (come Sant’Egidio alla Vibrata) grazie al sistema telematico non più “chiuso” che permette quindi, negli enti locali abilitati, di accedere alla banca dati degli altri. A Sant’Omero il problema è che l'ufficio comunale, anche se aperto, non può risolvere la questione poiché le impiegate, non essendo ufficiali dell'anagrafe e dello stato civile, non possono rilasciare certificazioni e documentazioni connesse. La patata bollente se l’è dovuta prendere il sindaco, Andrea Luzii, che ha cercato di smaltire di persona le richieste. Alcuni cittadini lamentandosi dei mancati adempimenti hanno manifestato la volontà di chiamare i carabinieri, cosa che poi non è avvenuta in realtà.
La questione del poco personale, a cui l’amministrazione comunale sta cercando di mettere mano, a Sant’Omero è costante. Una bella fetta del bilancio per la spesa corrente sarà impegnata per le nuove assunzioni anche se, al momento, restano i problemi in diversi uffici carenti di figure professionali. In passato ai problemi dell’ufficio anagrafe (anche a causa del Covid) aveva sopperito lo stesso sindaco Luzii, che la mattina produceva e firmava le carte d’identità, stampava e timbrava i certificati dello stato civile.
Alex De Palo

