Analisi buone, finito l’allarme inquinamento

TERAMO. Cessa l’allarme inquinamento scoppiato dopo l’incendio dell’ex Ica, nella zona industriale di Sant’Atto. Da contatti informali avuto dal sindaco Gianguido D’Alberto con l’Arta, pare che sia...
TERAMO. Cessa l’allarme inquinamento scoppiato dopo l’incendio dell’ex Ica, nella zona industriale di Sant’Atto. Da contatti informali avuto dal sindaco Gianguido D’Alberto con l’Arta, pare che sia nei campioni dell’aria che in quelli dell’acqua di risulta dallo spegnimento dell’incendio non siano emerse criticità.
Il sindaco attende che arrivino le conferme ufficiali e poi provvederà a revocare l’ordinanza che vieta il consumo di ortaggi e l’accensione di condizionatori nel raggio di 400 metri in linea d’aria dal capannone andato a fuoco.
L’incendio è scoppiato alle alle 3 della notte fra domenica e lunedì. Nel un capannone di circa 800 metri quadri si sono ben presto levate fiamme alte, viste anche le lavorazioni che vi si svolgono: ci sono tre attività e un magazzino. Le prime due, che hanno subito più danni e da cui con ogni probabilità si è sviluppato l’incendio, assemblano giocattoli per la Lisciani giochi. Si tratta di un’impresa che fa capo a un’imprenditrice italiana, P.S., e una che è di un cinese, H.H., titolare della “Zaojtau ”. In entrambi i box, che sono uno accanto all’altro, tutto il materiale da assemblare, soprattutto cartone e plastica, è andato distrutto, oltre alle attrezzature. C’è poi un deposito di imballaggi e infine una fabbrica che produce mangimi per cani, l’Agricom: entrambi hanno subito danni. Il capannone è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, intervenuti per domare il rogo.

