«Anche a me hanno svuotato il conto»

Anziana cliente della Bnl denuncia un ammanco e tira in ballo, ma senza accusarla, l’impiegata che sparì a novembre
TERAMO. Era convinta di avere 74mila euro sul conto corrente. Così le aveva detto – a voce, senza rilasciare alcun documento contabile – l’impiegata della banca alla quale era solita rivolgersi. Ma un mese dopo viene a sapere, dalla voce di un altro impiegato, che sul suo conto in realtà ci sono meno di dieci euro.
Spunta un secondo caso di presunto ammanco alla filiale della Bnl di piazza Orsini e anche questa volta c’è una circostanziata denuncia-querela per appropriazione indebita e truffa presentata alla procura della Repubblica da un’anziana teramana, assistita dall’avvocato Gennaro Cozzolino. I fatti riferiti dalla donna – accuse, è bene ricordarlo, sulla cui veridicità si esprimerà la magistratura – in particolare le modalità attraverso le quali sarebbe stato svuotato il suo conto corrente, ricordano molto da vicino la vicenda denunciata tre giorni fa dagli altri due pensionati teramani che lamentano un ammanco valutato fra i cinquanta e i centomila euro.
Anche questa seconda denuncia è stata presentata contro ignoti, ma si fa un preciso riferimento a una dipendente alla quale nell’atto di denuncia-querela non viene addebitata alcuna accusa specifica, ma vengono solo segnalati dei comportamenti anomali. Nessuna accusa, dunque, ma c’è un particolare che rende la vicenda ancora più ingarbugliata e controversa. Quando, il 10 dicembre scorso, la pensionata scopre di non avere più un soldo, ed accusa un malore in banca, i funzionari della Bnl le fanno firmare in fretta e furia – stando sempre a quanto riferisce la donna nella denuncia – una sorta di liberatoria in cui lei dichiara di essersi sempre rapportata, fin dall’apertura del conto corrente avvenuta nel 2002, solo con una dipendente in particolare, Tiziana Balducci. È un nome ben noto alle recenti cronache cittadine, perché si tratta della donna scomparsa di casa il 23 novembre scorso e trovata cinque giorni dopo mentre vagava in un centro commerciale di Bologna. Erano stati giorni di forte preoccupazione, in cui tutta la città aveva condiviso l’angoscia dei familiari. C’erano stati numerosi appelli e perfino il vescovo era intervenuto per lei. È bene precisare che il fatto che il suo nome compaia nella denuncia e nella liberatoria fatta firmare dalla banca alla cliente non significa affatto che l’impiegata sia coinvolta direttamente o indirettamente nel presunto ammanco.
Era stata la Balducci a dire alla pensionata, circa un mese prima del suo allontanamento da casa, che sul conto c’erano 74mila euro. Una cifra forse detta a caso, giacché l’anziana riteneva di avere 56mila euro ed è infatti questa la somma per la quale ha depositato un’istanza di sequestro sul capitale della Bnl.
Quando in città si era sparsa la voce – riferisce ancora la pensionata nella denuncia – che la fuga della bancaria potesse avere a che fare con problemi sul lavoro (voci peraltro mai confermate), l’anziana era tornata in banca per verificare lo stato del proprio conto corrente: la Balducci non era al lavoro ed era stato un altro impiegato a comunicarle che lei aveva solo dieci euro. Facendosi aiutare dal figlio, l’anziana ricostruisce tutti, o quasi, i movimenti effettuati a sua insaputa sul conto corrente. Un conto sul quale lei, a parte il versamento iniziale di 77mila euro e un successivo prelievo di 19mila euro per l’acquisto di due polizze assicurative, fa una sola operazione al mese: deposita la pensione di 1000 euro e la preleva integralmente per viverci.
E invece scopre che sin dal 2002 qualcuno ha fatto prelievi e accreditamenti facendo in modo che sul conto rimanesse sempre una piccola somma per tenerlo in attivo. Una sessantina di operazioni, la più importante delle quali è la prima: sottoscrizione di titoli per un valore di 42mila euro, nel settembre 2002. Poi varie operazioni, alcune anche molto consistenti, sull’ordine dei diecimila euro, compresi prelievi con due carte bancomat, che la pensionata non ha mai chiesto né posseduto, e l’apertura sempre a sua insaputa, di un libretto di risparmio. Secondo la documentazione bancaria allegata alla denuncia sono registrati anche dei piccoli versamenti, anche questi disconosciuti dalla cliente, la quale afferma che persone non autorizzate avrebbero effettuato quelle movimentazioni. Lei, del resto, non riceveva estratti conto e neanche le contabili relative ai vari prelievi: era l’impiegata ad aggiornarla periodicamente sulla consistenza del conto corrente. Non risulta che al momento sia stato aperto alcun fascicolo in procura su questa o l’altra denuncia, nè che via siano persone indagate.
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