Anche pesce marcio nella discarica abusiva vicino allo stadio

2 Giugno 2019

Diventa insostenibile la situazione di Fonte dell’Olmo I residenti protestano, Fratelli d’Italia chiede fototrappole

ROSETO. Spunta il pesce fra i rifiuti abbandonati nell’area a sud dello stadio Fonte dell’Olmo di Roseto. Non si arresta, dunque, il fenomeno già evidenziato da alcuni cittadini della zona degli impianti sportivi, dove da tempo ci sarebbe una discarica abusiva in cui verrebbero regolarmente abbandonati rifiuti di ogni tipo. Non lontano dall’ingresso del campo sono presenti rottami metallici, lastre di eternit, tubi neon per lampade, materassi, divani, televisori ed altro ancora.
Nei giorni scorsi, dunque, hanno buttato anche del pesce in decomposizione che ha reso la zona particolarmente maleodorante. I residenti avrebbero segnalato più volte la presenza della discarica ai vigili. Questi abbandoni vengono fatti principalmente durante le ore notturne, quando è più difficile organizzare controlli. Sulla questione nelle scorse ore è intervenuto anche il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia e vice presidente di Gioventù Nazionale Francesco Di Giuseppe. «Questo ennesimo cumulo di rifiuti è il triste emblema di un disagio che nella nostra città non è stato ancora debellato», dichiara l’esponente politico, «Roseto sta diventando una discarica a cielo aperto». Di Giuseppe si rivolge all’amministrazione guidata dal sindaco Sabatino Di Girolamo, invitandola a prendere provvedimenti immediati. «Bisogna installare foto-trappole affinché vengano identificati e denunciati i responsabili», continua Di Giuseppe, «chiediamo inoltre più attenzione nei confronti della città che appare sempre più abbandonata al proprio destino». La zona in questione è peraltro la stessa in cui dovrebbe sorgere il nuovo centro di raccolta che il Comune spera di mettere in funzione entro la fine dell’anno anche grazie ad un finanziamento regionale di 250mila euro. La nuova struttura dovrebbe concentrare in un unico punto il centro per i rifiuti ingombranti e quello adibito al riuso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA