Ancora quattromila utenze senza elettricità
Cardiopatica protesta a Colle Caruno. Gatti chiede le dimissioni di Tamburi, interrogazione di Sottanelli
TERAMO. Da 6.500 sono scese a circa quattromila le utenze ancora senza energia elettrica a 9 giorni dall’inizio del black out. I 1600 tecnici stanno lavorando in particolare nei comuni di Arsita, Bisenti, Castel Castagna, Castelli, Castiglione, Cermignano, Civitella, Crognaleto, Montefino, Pietracamela, Valle Castellana, Tossicia. L’Enel assicura che il servizio sarà «normalizzato» oggi e che «proseguiranno nelle prossime settimane le attività per la ricostruzione delle infrastrutture elettriche» e « tornare alla piena operatività dei tratti di rete danneggiati, senza interruzione del servizio grazie ai gruppi elettrogeni installati». Alcuni dei quali, però, non funzionano.
Fra le frazioni senza luce c’è Colle Caruno, ad appena 7 chilometri da Teramo. «Qui il generatore non l’hanno messo», sbotta C.D.M., cardiopatica, «ma,non si capisce perchè, l’anno messo dove c’è il cimetero, a Colle Marino. La cosa peggiore è che qualche giorno fa mio figlio ha fermato un tecnico dell’Enel in zona e gli ha fatto vedere i fili e i pali della luce caduti: lui ha risposto che non può far niente se non glielo ordinano. E noi siamo ancora al buio e al gelo».
Sui disservizi Enel interviene il vicepresidente del consiglio regionale Paolo Gatti che si dichiara «pentito di non aver chiesto le dimissioni del direttore generale Enel Carlo Tamburi e dei vertici in occasione della visita di sabato a Teramo. Devono andare via subito». Gatti accenna anche a un black out al centro soccorsi al Parco della Scienza, ma non è dipeso dall’Enel quanto da un corto circuito a una macchina del caffè.
Due interrogazioni del deputato di Scelta civica Giulio Sottanelli: «La prima riguarda il gravissimo black-out elettrico che ancora oggi persiste per migliaia di utenze senza luce da oltre una settimana, sarà rivolta al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda al quale voglio chiedere conto dei danni e della gestione dell'emergenza e capire inoltre quali e quanti risarcimenti straordinari e investimenti si prevedono per la nostra regione». La seconda riguarda la comunicazione della commissione grandi rischi. (a.f.)

